Idee da concretizzare: un museo delle "machine" festive
Bullet7blu.gif (869 byte) Messina e il suo "Genius loci"
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PROPOSTA PER L'ISTITUZIONE DI UN MUSEO COMUNALE DELLE MACHINE FESTIVE

Le feste popolari per il mezzagosto messinese
(pagina 3)

 

Testo di Mario Sergio Todesco

 

Persino la figura di Riccardo Cuor di Leone ha finito col mescolarsi inestricabilmente con la storia di Messina, ma anche con la sua leggenda, se è vero, secondo quanto ipotizza l’erudito Domenico Puzzolo Sigillo, che proprio dalla permanenza del Re Plantageneto nella città dello stretto prese origine quello straordinario complesso mitico-rituale della Vara e dei Giganti che ancora costituisce per Messina un orizzonte cerimoniale, nonché esistenziale, di tutto rispetto. D’altra parte, un escursus esaustivo delle figure che entrano in gioco nella genealogia di Messina posta in essere fin dai tempi più antichi e poi vieppiù incrementata ed arricchita in epoca rinascimentale nella prospettiva di una sempre più pregnante sacralizzazione del sito, non potrebbe sottacere il ricco e articolato pantheon composto da Cam, Zanclo, Saturno, Messano, e Rea, Cibele, Demetra, Messe come articolazioni mitopoietiche di coppie archetipiche di progenitori-fondatori, o anche da figure come quella del gigante Peloro o del dio Giano (poi santo sotto il nome di Gennaro) documentanti per un verso lo straordinario impasto mitologico storicamente determinatosi in questo lembo di Mediterraneo, per altro verso le singolari dinamiche attraverso le quali la sopravvivenza degli antichi dei assunse a Messina una precipua caratteristica di rifondazione territoriale e misterica della città.

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La sopravvivenza degli antichi Dei, come il Sole
(foto Giangabriele Fiorentino)

A partire dal XVI secolo, ma forse anche in precedenza, il ciclo festivo ferragostano a Messina è stato contrassegnato dalla messa in opera e dalla fruizione rituale di un certo numero di apparati mobili, condotti in processione o fatti sfilare in giorni determinati con grande concorso di popolo e secondo percorsi stabiliti. Il grande apprezzamento da sempre manifestato in ambito subalterno nei confronti di tali machine festive, ed al contempo le notizie storiche disponibili sulla loro origine, sulla scorta di fonti d’archivio in verità alquanto scarse, ma dalle quali trapela con forte attendibilità la matrice colta della loro ideazione, rendono tali manufatti elementi significativi di una densa zona di confine in cui è dato cogliere in tutta la sua complessità l’articolazione delle dinamiche storicamente determitatesi tra forme di spettacolo colto e forme di spettacolo popolare in questa città.

 

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La Vara davanti al Duomo di Messina, momento culmine del ciclo ferragostano
(foto Giangabriele Fiorentino)

 

 

 

 

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