PIAZZA ARMERINA (EN)

 
Comune
Piazza Armerina
Provincia
Enna
Denominazione degli abitanti.
Piazzesi
Santo patrono del Comune.
Santa Maria delle Vittorie
Ricorrenza della festa patronale.
15 Agosto
Codice postale CAP.
94015
Telefono centralino del Municipio.
0935/982111-982228-680744
Fax del Municipio.
683027
E-mail del Comune.
Stazione ferroviaria più vicina.
Dittaino (km 31)
Sede dell’Ufficio turistico locale.
Azienda soggiorno Piazza Armerina
Indirizzo Ufficio turistico locale.
Via Camillo Cavour, 1
Telefono Ufficio turistico locale.
680201-681310

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Villa Romana del Casale, mosaico (Archivio AAPIT Enna).

 

Cittadina (Comune di 103,04 km2 con 21 000 abitanti, chiamati piazzesi o armerini), 32 km a Sud-Sud-Est del capoluogo a 697 metri s.l.m. su tre alture dei monti Erei, presso il torrente Nociara, posto sullo spartiacque fra i bacini dei fiumi Simeto e Gela. Il territorio è geologicamente formato da arenarie, sabbie e argille sabbiose, pedologicamente caratterizzato da regosuoli da rocce sabbiose e conglomeratiche.

Piazza Armerina fonda la propria economia su agricoltura, zootecnia, ma anche su attività commerciali e piccolo industriali, relative soprattutto alla produzione di laterizi, alla lavorazione di prodotti alimentari derivati dalla trasformazione della produzione agricola. Sono presenti anche industrie per l’abbigliamento.

Il territorio ha subito notevoli opere di rimboschimento che hanno favorito la nascita di aziende collaterali, per la lavorazione del legno e della carta. Nel territorio si possono altresì trovare giacimenti di zolfo e di acque solforose.

Infine il ricco patrimonio di beni archeologici e monumentali rende attivo il settore turistico.

 

Notizie storiche Beni monumentali

Di origine antichissima, il Centro fu fiorente in età romana, in cui era sito probabilmente nei pressi dell'attuale "Villa del Casale" in contrada Casale, dove sono venuti alla luce i resti di una grandiosa Domus romana (del III e IV secolo d.C.). i cui ambienti interni sono ornati da pavimentazioni costituite da mosaici policromi (3500 mq) di straordinaria importanza storico-artistica.

L'attuale abitato è di origine normanna (secolo XI). Tuttavia nel 1161 a.C. il Centro venne distrutto e subito dopo ricostruito (1163) poco distante, come città demaniale ( sotto Guglielmo il Malo). Il borgo prosperò nuovamente sotto re Martino.

L'impianto urbanistico è medioevale con espansioni e ristrutturazioni dal Seicento all'Ottocento, ricco di emergenze di notevole pregio architettonico. Presenta uno schema planimetrico che segue la giacitura orografica del sito, con un tracciato geometrico formato da lunghi comparti rettangolari nell'area ad Ovest della Matrice.

 

Chiesa del Fundarò, Cattedrale,
Chiesa Assunta,
Chiesa di S. Francesco, Chiesa di S. Veneranda, Chiesa degli Agostiniani, Chiesa di S. Giuseppe, Chiesa di S. Giovanni Rodi, Chiesa di S. Stefano,
Chiesa del Carmine,
Chiesa di S. Lorenzo o dei Padri Teatini,
Chiesa di S. Giovanni Evangelista,
Chiesa S. Chiara,
Chiesa di S. Vincenzo, Chiesa di S. Antonio,
Chiesa di S. barbara,
Chiesa di S. Maria dell’Itria, Chiesa di S. Lucia,
Chiesa della Madonna della Neve, 
Chiesa degli Angeli Custodi, Chiesa di S. Maria della Catena,
Chiesa delle Collegiate del Crocifisso,
Chiesa di S. Martino,
Chiesa di S. Anna,
Chiesa di S. Pietro,
Chiesa Cattedrale M.S. delle Vittorie,
Chiesa delle Anime Sante del Purgatorio,
Collegio dei Gesuiti,
Palazzo Geraci.

 

ITINERARI CONSIGLIATI

  • Villa romana del Casale, del III e IV secolo d.C., con preziosi mosaici.

  • Nel Centro sono conservati numerosi edifici di interesse storico-artistico fra cui il Castello (XIV secolo), il Palazzo di Città e il Duomo (XVII- XVIII secolo) opera dei Torriani; la Chiesa di Sant’Ignazio (XVII secolo) con una ricca biblioteca; le Chiese di San Pietro (XVII secolo), di San Rocco e quella romanica di Sant'Andrea fuori le Mura; il Museo Civico; il barocco Palazzo Trigona della Foresta, con opere di Caravaggio e dipinti bizantini.

  • A metà agosto si svolge un particolare Palio che ricorda le gesta dei Normanni.

 
 

 
 

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