PALERMO
 Museo di Palazzo Mirto

 

PA Pal. Mirto.JPG (16696 byte)
Scorcio dei saloni di rappresentanza di Palazzo Mirto

 

Palazzo Mirto stato per quattro secoli dimora palermitana del casato dei Filangeri, antica e nobile famiglia che vanta origini leggendarie. Intorno all’anno Mille un cavaliere normanno, Agerio I, sarebbe venuto in Italia. Un secolo dopo i suoi discendenti, detti “Filii Augerii”, sarebbero arrivati in Sicilia da Nocera. Una diversa ipotesi fa invece risalire le origini a Tancredi, altro cavaliere normanno, che sarebbe stato presente all’incoronazione di Ruggero. Notizie documentate a partire dal XIII secolo informano delle tante cariche religiose e civili ricoperte dagli esponenti della famiglia Filangeri che per l’autorevolezza e la invidiabile posizione economica, derivante dal possesso di grandi feudi, assunse un ruolo di primo piano tra la nobilt siciliana. Nel corso del XVI secolo Pietro Filangeri ottenne il pieno potere sulle proprie terre e successivamente il nipote Vincenzo Giuseppe Filangeri e Spunches fu nominato nel 1643 primo principe di Mirto dal nome del feudo ricadente nel territorio messinese. Estintosi il ramo maschile del casato, nel 1833 Ignazio Lanza e Branciforte ottenne di poter portare i titoli della moglie Vittoria Filangeri. Nel 1982, l’ultima erede della famiglia, la nobildonna Maria Concetta Lanza Filangeri,adempiendo alle volont del fratello Stefano, do il palazzo alla Regione Siciliana affinch fosse mantenuto nella sua integrit e aperto alla pubblica fruizione. L’edificio il risultato di numerose trasformazioni che si sono succedute nei secoli. stato in occasione degli interventi del restauro che sono venute alla luce strutture del XIII secolo, alcune delle quali appartenevano al gruppo di case che erano state della famiglia Resolmini e che nel XVI secolo passeranno prima ai De Spunches e poi ai Filangeri con il matrimonio, nel 1594, dell’unica figlia di Vincenzo De Spunches, Francesca, con Don Pietro Filangeri. Del palazzo seicentesco, che probabilmente in occasione del matrimonio fu rammodernato, poco rimasto, poich nel 1793, ai tempi del principe Bernardo, l’edificio fu oggetto di un radicale intervento di trasformazione a cui ricollegabile la risistemazione dell’intero primo piano e la realizzazione del prospetto sulla via Lungarni e del portale sulla via Merlo. Altri lavori intervennero dopo il 1876, quando fu rifatta la facciata sulla via Merloo e quella sul cortile, dove il nuovo ingresso creato verr sottolineatola una pensilina di fine secolo. Sempre nell’800 una ristrutturazione degli ambienti del secondo piano porter alla creazione di un grande appartamento per la vita privata della famiglia, che da quel momento utilizzer il primo piano solamente per la rappresentanza.

 

Palazzo Mirto il museo di se stesso.

Visitarlo significa accedere alla residenza nobiliare di un grande casato, avendo la possibilit di ammirare i suoi spazi architettonici, i suoi arredi, frutto di attente committenze ad abili artigiani locali, e le collezioni di oggetti amorevolmente raccolti, che testimoniano il gusto e l’attenzione dei proprietari per le pi diverse forme di arte. Il percorso di visita, che interessa attualmente il solo primo piano, si snoda nella sequenza di ambienti sontuosamente arredati, con pareti impreziosite da rivestimenti in pannelli serici, da arazzi, da tendaggi e da dipinti murali e su tela. In  questi saloni ritroviamo mobili, quadri, sculture ed importanti collezioni di quasi tutti i settori di arte applicata: porcellane, maioliche, ceramiche siciliane, orologi, ventagli, vetri, armi, pezzi da presepe e bronzetti.

Indirizzo: Palermo-Via Merlo, 2;

Tel. 091/6164751

 

Visite: Luned  mercoled venerd e sabato ore 9.00-13.30;

marted e gioved ore 9.00-13.30 15.00-18.00;

domenica e festivi ore 9.00-13.00.

 

 

Divieti: Fotografare

 
 

 
 

sommario.jpg (2822 byte)

 

 

Per  informazioni: infoweb@entasis.it - Questo Web ottimizzato per una risoluzione 800X600
ENTASIS s.a.s. : ricerche e servizi per la cultura del territorio - 1999 / 2005
http://www.entasis.it