|
Presepi artistici a
Caltagirone
Pagine
1
2
3
4
5
6
7 |
|
|
|
|
|
ARTISTI, ARTIGIANI, FIGURINAI NELLA STORIA DEL PRESEPE CALATINO |
|
|
|
|
|
Natum Videte
(pagina 7) |
|
|
|
|
|
Testo di Rino Rocco Russo - Fotografie di Gaetano Gambino |
|
|
|
|
|
Se il presepe
napoletano è il portato di una società mercantilistica, lo spaccato di una città
capitale che realizza nei personaggi e nelle scene lancora presente mito medievale
dellabbondanza, il presepe caltagironese è lo specchio di una società contadina,
di burgisi, cappelli, cappellacci e piccoli artigiani senza sfumature di classe, che non
celebra alcun rito o mito se non quello della natività.
La rappresentazione, pur nella struttura o nelle tipologie consacrate, ha la compattezza
di unantica sacra rappresentazione, con i suoi moduli più consueti: un senso
tragico, anche nellapparente felicità dellevento, permea lo scenario con
valenza profetica. Ha meno libertà e fantasia compositiva rispetto agli esempi napoletani
e palermitani ma, in sintesi, realizza incosciamente ancora i caratteri della tragedia
greca. |
|
|
|
|
|
|
|
|
| Essa vive di una
inconciliabile antinomia perché è nello stesso tempo rassicurante e piena di speranze. |
|
| Cè nei creatori di
pastori una profonda aderenza ed adesione umana al mondo che li circonda, pur mantenendone
i caratteri tradizionali di figure simboliche, tanto che essi, nei secoli, rispecchiano i
modi di essere e di sentire del tempo in cui furono fatti e basta vedere questi esempi per
constatare come la storia ed il costume li seguano di pari passo fino ai nostri giorni. |
|
| La rappresentazione si svolge
su un canovaccio immutabile dove però il "pasturaro" ed il "chiunque"
si costruisce il Presepe, modificano di volta in volta la rappresentazione, adeguandola al
sentire del proprio tempo, sicché quelli che possiamo considerare archetipi, pur restando
tali, si trasformano continuamente fino ad essere senza tempo, rappresentando, in piccolo,
quellessenza del sogno di atemporalità che è il vero giuoco supremo della storia. |
|
| Questa tradizione, che è
ancora viva nelle cento botteghe artigiane di questa città, è oggi in ogni modo
stimolata e gratificata, e rende giustizia a tutti quegli ignoti artisti e umili artigiani
che per tre secoli e più si sono cimentati nellarte delle figurine, dei pastori e a
tutti quelli che, senza alcun intento "artistico", oscuramente, hanno continuato
dai loro padri lumilissimo mestiere di "pasturari", riempiendo di piccoli
sogni di creta le bancarelle dei paesi di Sicilia per la gioia dei piccoli e dei grandi. |
|
|
|
|
|
|
|
In
alto, Giuseppe Vaccaro Bongiovanni, Natività, Museo della Ceramica,
Caltagirone
Sotto, Padre Benedetto
PAPALE, Presepe, Collezione privata, Caltagirone |
|
|
|
|
|
|
|
|
Per saperne di più |
|
 |
|
Testi ed immagini
che presentiamo in queste pagine sono tratti da un opuscolo a cura dellAzienda
Autonoma Soggiorno e Turismo di Caltagirone e realizzato con il patrocinio del Ministero
del Turismo, della Regione Siciliana Assessorato Turismo, Provincia Regionale di Catania,
Città di Caltagirone. Per maggiori informazioni rivolgersi:
Azienda Autonoma Soggiorno e Turismo di Caltagirone, Palazzo Libertini di S. Marco,
Tel. 0933/53809 Fax 0933/54610. |
|
|
|
|
|
|
|