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Statua di Cerere:
Galleria Borghese - Roma. |
Per molti secoli il popolo ha celebrato grandi feste
in onore di Cerere, dea dei campi, e di sua figlia Proserpina; rendendo famosa la Sicilia,
rispetto a tutti gli altri paesi del mondo, per l'immensa abbondanza dei doni di Cerere,
in primo luogo proprio i "cereali", le cui spighe la dea porta fra le braccia. Il culto di Cerere e Proserpina, era celebrato dai
romani durante i Cerealia , feste in onore di Cerere per l'appunto, che si
svolgevano con solenni cerimonie e giochi circensi dal 12 al 19 aprile. In agosto, poi, le
matrone romane festeggiavano Proserpina, con primizie di frutta e favi di miele,
indossando abiti bianchi, in ricordo della sua purezza virginea.
E' bene aggiungere che il culto, ben più
antico, era diffusissimo anche in tutte le regioni della Grecia, da cui era giunto. In
Grecia Cerere era chiamata Demetra e Proserpina era Persefone o Cora (fanciulla). Plutone
era detto Ades. I riti, famosissimi, si svolgevano nella città di Eleusi, nella baia di
Samarina.
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Le feste Eleusinie si rinnovavano due volte l'anno.
Le cosiddette piccole Eleusinie si celebravano a febbraio e alludevano al risveglio
primaverile con il ritorno di Persefone sulla terra; le grandi Eleusinie avvenivano nella
seconda metà di Settembre, quando Persefone tornava agli Inferi e riprendeva il letargo
invernale. Queste feste duravano ben nove giorni (tanto quanto era durata l'ansiosa
ricerca di Demetra). Spettacolare la processione che da Atene si muoveva verso Eleusi, con
un corteo che raggiungeva anche 30.000 presenze. Una marcia di oltre quattro ore. Si
entrava in Eleusi nel silenzio della notte, rischiarata soltanto dallo splendore di
migliaia di ramoscelli accesi a mo' di fiaccola. |
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