Viaggio in Sicilia: Palermo '800
Bullet7blu.gif (869 byte) Premessa all'itinerario.
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Visitando la città, le sue strade, i monumenti
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Data una piazza San Domenico, s'intende che li dev'essere una chiesa omonima: infatti, e questa, edificata nel 1300, ricostruita nel 1414 e nel 1640, è tanto vasta che dodicimila persone vi possono star dentro senza comprimersi. Ma vi è di meglio, e cioè questa chiesa accolse nel 1848 il Parlamento siciliano inaugurato da Ruggero Settimo, in nome del popolo, ed era è come il Pantheon di Palermo e della Sicilia. Sulla piazza si erge una colonna di trenta metri sormontata da una statua della Vergine.

 

Poco lontana è la piazza Garofello, dove una fontana, costruita nel 1591, versa abbondantissima e freschissima acqua.

 

Nel tratto del corso Garibaldi che va dalla ripetuta piazza Vigliena verso porta Macqueda, gli edifici più notevoli che si incontrano sono il palazzo Trabia, con grandi scale e pregevoli stucchi; la chiesa del Soccorso, con parecchi quadri dello Zoppo di Gangi; il collegio di San Rocco, con annessa una chiesa, tanto per mantenere I' abbondanza. Prendendo sulla sinistra la via Sant’Agostino, s'incontrano: il palazzo del principe di San Giuseppe ; la chiesa di Sant'Agostino, con una facciata che è uno dei più bei monumenti del medio evo; si va poi al Mercato Nuovo, il mercato meglio costrutto della Sicilia e disegnato dall'architetto Damiano, sulla piazza degli Aragonesi, dove è anche un'antica chiesa di San Marco, fondata dai Veneziani. La Via Santo Spirito conduce al Monte di Pietà, edificato nel 1591 a spese del Senato; da altra parte è la chiesa di Sant'Agata, detta degli Scoruggi, nell'interno adorna da bellissimi affreschi e con un pozzo che dà un'acqua ritenuta miracolosa, sicché il popolo la beve il giorno di Sant'Agata negli scoruggi (scodelle); più oltre, la porta Carini e, presso questa, la Confraternita dei Santi Giovanni e Giacomo, con una chiesa assai antica; innanzi di poco, altra chiesa, quella della Concezione; e chiese ancora, chiese sempre, nella vicina piazza dei Quaranta Martiri e nelle adiacenze, cioè le chiese dette dei Santi Quaranta Martiri dei nobili pisani. dei Santi Cosma e Damiano, di Sant'Agata la Guilla, questa ultima con dei profili medioevali normanni nelle mura esterne.

 

Poco lontano, verso il Corso Vittorio Emanuele, è la piazza del Papireto, così intitolata perché fino al secolo XVI era quivi uno stagno nel quale cresceva il papiro.

 

 

 
 

 
 
 

 

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