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Messina nel
Novecento: il drammatico inizio secolo
Quella tragica alba di novant'anni fa.
La ricostruzione fu decisa sotto una tettoia della
stazione ferroviaria. |
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LA
MESSINA DELL'OTTOCENTO SCOMPARE TRAVOLTA DAL SISMA
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Quella
tragica alba di novant'anni fa
Testo di Dario
Buonfiglio
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Il 28 dicembre del 1908, alle 5.20, un terremoto
(grado10 della scala Mercalli), di origine tettonica, della durata di 28-30 secondi,
seguito e aggravato da un violento maremoto, distruggeva gran parte degli abitati sulle
due rive dello Stretto. La zona catastrofica fu unellisse con lasse maggiore
di circa 30 chilometri, parallelo allo Stretto, e il minore di circa 20 chilometri;
lepicentro , nello Stretto tra Messina e Reggio. Il mare si sollevò di quasi tre
metri lungo la penisola di San Raineri, si che le acque si riversarono sul porto,
spazzando e sommergendo quel che restava della " Palazzata". |
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Messina fu rasa al suolo. Solo il 4% degli edifici
subì danni lievi e il 5% danni riparabili ;il 91% rimase distrutto . Il numero delle
vittime fra i 120 .000 abitanti, indicati dal censimento del 1901, si calcola furono oltre
60.000. Il periodo sismico si protrasse , con scosse meno frequenti, fino allestate
del 1910. La gravità del disastro fu dovuta anzitutto al fatto che Messina, meno la parte
collinosa del Noviziato, era costruita su terreno alluvionale recente e su terreno di
riporto, poi al pessimo sistema costruttivo( deficiente profondità delle fondazioni;
masse murarie di pietrame rotondo). |
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Il 10 gennaio del 1908 larcivescovo Letterio
DArrigo celebrò a piazza Cairoli, dove frattanto era sorto il primo villaggio di
baracche, la prima messa dopo la catastrofe. Si elevarono quartieri baraccati con tutti i
servizi inerenti, specie presso il viale San Martino che fu per lungo tempo quasi
lunica arteria della Città risorgente. |
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