
A Trieste nel Salone degli Incanti la più ampia retrospettiva mai dedicata in Italia a TOLKIEN il creatore della Terra di Mezzo. Una mostra immersiva che racconta non solo lo scrittore, ma anche l’uomo e lo studioso, svelandone la complessità attraverso manoscritti, lettere e visioni artistiche.
Dal 19 settembre 2025 all’11 gennaio 2026 Trieste accoglie al Salone degli Incanti una delle mostre più attese dell’anno: TOLKIEN. Uomo, Professore, Autore. Dopo il successo delle tappe di Roma, Napoli, Torino e Catania, la città giuliana diventa l’ultima stazione italiana di un percorso espositivo che ha già attratto decine di migliaia di visitatori, confermando la vitalità dell’opera di John Ronald Reuel Tolkien a cinquant’anni dalla sua scomparsa.
Un autore globale, un fenomeno culturale
Creatore della celebre epopea della Terra di Mezzo, Tolkien non è soltanto l’autore di romanzi come Lo Hobbit (1937) e Il Signore degli Anelli (1954-1955), ma anche uno dei più grandi studiosi di letteratura anglosassone e medioevale del Novecento. Professore di filologia a Oxford, amico di C.S. Lewis e membro del circolo letterario degli Inklings, ha intrecciato rigore accademico e immaginazione narrativa dando vita a un “mondo secondario” – secondo la sua definizione – dotato di lingue, miti e geografie autonome.
Oggi, a distanza di decenni, Tolkien continua a essere uno degli autori più letti del pianeta, tradotto in decine di lingue e capace di ispirare intere generazioni di lettori, studiosi, artisti e cineasti. Il fenomeno culturale che ne è scaturito, amplificato dal successo cinematografico delle trilogie dirette da Peter Jackson, ha trasformato il professore di Oxford in una vera e propria icona della cultura popolare globale.
La mostra: tra mito e biografia
La rassegna triestina si distingue dalle precedenti grandi esposizioni dedicate all’autore – Oxford (2018), Parigi (2020), Milwaukee (2022) – per il suo carattere corale e immersivo. Qui il protagonista non è soltanto lo scrittore, ma l’uomo nella sua interezza: il padre affettuoso, l’amico generoso, lo studioso che ha lasciato contributi fondamentali sul Beowulf e sulle lingue germaniche, il narratore che ha dato corpo alla visione della Terra di Mezzo.
Il percorso espositivo – articolato e scenograficamente trasformato in un itinerario nella Terra di Mezzo – conduce il visitatore attraverso manoscritti autografi, lettere, fotografie, memorabilia, fino a opere d’arte ispirate dalle sue creazioni letterarie. Non mancano sezioni dedicate alle lingue inventate, alla cartografia immaginaria e alla “sub-creazione” tolkieniana, concetto con cui l’autore definiva il compito dell’artista di dar vita a mondi coerenti e indipendenti, riflesso del mistero della Creazione stessa.
Trieste e la vocazione culturale
Il progetto espositivo è promosso dal Ministero della Cultura con la collaborazione dell’Università di Oxford, ed è realizzato da C.O.R. Creare Organizzare Realizzare e dall’Associazione Culturale Costruire Cultura, con la curatela di Oronzo Cilli, tra i massimi esperti italiani di Tolkien, e la co-curatela di Alessandro Nicosia. Il sostegno del Comune di Trieste e della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia testimonia la volontà di consolidare il ruolo della città come punto di riferimento culturale nel panorama nazionale.
Trieste, crocevia di lingue e culture, offre del resto una cornice simbolica ideale per ospitare un autore che ha fatto delle lingue inventate e del mito un ponte fra culture diverse. Così come la città ha dato i natali a grandi figure letterarie – da Svevo a Saba, da Magris a Tomizza – oggi apre le porte a un mondo fantastico che ha segnato profondamente l’immaginario collettivo del Novecento e del nuovo millennio.
Un’eredità viva
TOLKIEN. Uomo, Professore, Autore non è soltanto una mostra, ma un viaggio: tra filologia e poesia, tra mito e biografia, tra memoria personale e immaginazione universale. L’esposizione restituisce al pubblico l’immagine di un autore poliedrico, capace di unire la precisione dello studioso alla visionarietà del narratore, e dimostra come la sua opera sia ancora oggi una chiave per interpretare le inquietudini e i sogni del mondo contemporaneo.
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