Londra riscopre Wright of Derby, pittore dell’ombra e della ragione

La mostra Wright of Derby: From the Shadows alla National Gallery di Londra (7 novembre 2025 – 10 maggio 2026) offre la prima grande retrospettiva dedicata al pittore inglese Joseph Wright of Derby (1734-1797), mettendo in luce non solo la sua maestria nella rappresentazione chiaroscurale, ma anche la sua riflessione sul «buio» dell’illuminismo e i temi della scienza, della moralità e del sublime.


Contesto storico e culturale

Nato a Derby il 3 settembre 1734 da John Wright, avvocato, e Hannah Brookes, Wright si formò a Londra dal ritrat­tista Thomas Hudson, trascorrendo due anni in studio prima di tornare in patria per stabilirsi quasi esclusivamente nella Midlands inglese.
In un periodo in cui l’Inghilterra stava per entrare – e stava già entrando – nella prima fase della rivoluzione industriale, Wright prese parte a un ambiente culturale e scientifico d’avanguardia, quello della Lunar Society di Birmingham, che riuniva imprenditori, scienziati e pensatori liberi (fra i quali Erasmus Darwin, Joseph Priestley, Matthew Boulton, James Watt).
Questo contesto – dalle officine metallurgiche alle dimostrazioni scientifiche, dall’alchimia alla nascita della macchina a vapore – fornisce lo sfondo ideale alla sua produzione, nella quale il fuoco, la luce artificiale e l’osservazione scientifica diventano soggetto e metafora.
Wright fu definito “il primo pittore professionista a esprimere lo spirito della rivoluzione industriale”.

La mostra: «Wright of Derby: From the Shadows»

L’esposizione al National Gallery propone oltre venti opere – dipinti, disegni, stampe a mezzatinto, oggetti – dedicati alla fase fra circa 1765 e 1773 di Wright, soprattutto al suo ciclo di scene “a lume di candela” o in notturno.
Di queste opere, diciassette provengono dal patrimonio del Derby Museums (che detiene la più ricca collezione mondiale dell’artista) e saranno esposte a Londra prima di tornare a Derby nella primavera/estate del 2026.
La curatrice, Christine Riding, segnala che lo scopo della mostra è rivalutare Wright non solo come virtuoso del chiaroscuro, ma come artista che ha rigorosamente esplorato la notte – non solo come tema visivo, ma come dimensione esistenziale: la morte, la malinconia, lo scetticismo, il sublime.
Una buona guida alla visita è il documento “5 reasons to visit ‘Wright of Derby: From the Shadows’”, nel quale si sottolinea come Wright accogliesse già nel suo nome la provenienza dalla provincia (“of Derby”) e la volontà di uscire dal solo circuito londinese per costruire una carriera fuori capitale.

Temi e opere principali

Fra le opere in mostra si segnalano:

  • Three Persons Viewing the Gladiator by Candlelight (1765): una tela nella quale tre figure – due uomini e una donna – osservano alla luce tremolante di una candela il calco in gesso di una scultura classica, suggerendo la riflessione sull’arte, sull’osservazione e sulla tradizione classica.
  • A Philosopher Giving that Lecture on the Orrery (1766): mostra un orrery (modello meccanico del sistema solare) attorno al quale è radunato un piccolo pubblico, il “sole” è sostituito da una lampada, e la luce artificiale diventa metafora di conoscenza scientifica.
  • An Experiment on a Bird in the Air Pump (1768): probabilmente il capolavoro più noto di Wright, commissionato all’epoca della nascita della Royal Academy of Arts (1768) e ora nella collezione della National Gallery. Si tratta di un esperimento di numero elevato: l’artista rappresenta una dimostrazione scientifica di rimozione dell’aria da un cilindro contenente un uccello bianco, all’interno di una sala illuminata da una candela – e l’effetto è di dramma morale, curiosità, paura, contemplazione.
    In queste opere Wright utilizza una forte tecnica tenebrista (chiaroscuro accentuato), che mette in risalto non solo la luce artificiale, ma anche l’oscurità circostante come elemento simbolico.

Fra i temi ricorrenti:

  • La scienza come spettacolo e come forma di riflessione morale: l’atto di osservare diventa parte del dipinto, e Wright interroga cosa significhi guardare.
  • Il contrasto fra progresso e rischio, fra sapere e responsabilità: ad esempio in “Bird in the Air Pump” la tensione fra meraviglia e crudeltà scientifica appare evidente.
  • Il paesaggio notturno, lo scenario industriale (forni, officine, fucine) e la luce artificiale come simbolo del cambiamento tecnologico. Wright propone così non solo ritratti o paesaggi, ma scene che costringono lo spettatore a interrogarsi sul proprio ruolo davanti al nuovo mondo che si stava aprendo.

Wright nel suo tempo e oltre

Wright operò in un momento cruciale della storia britannica: la metà del Settecento vide l’affermarsi del metodo scientifico, dell’industrializzazione, della rete delle reti di pensatori (come la Lunar Society) che discuteva liberamente di tecnologia, natura e umanità. Il pittore, pur non essendo un ingegnere o uno scienziato da laboratorio, volle rappresentare visivamente e poeticamente quei temi: la luce che rivela, l’ombra che nasconde, l’ignoto che inquieta.
Secondo la storiografia, la sua è una posizione “ibrida” fra la tradizione barocca (la luce drammatica, la mobilità compositiva) e la modernità della rappresentazione industriale e scientifica.
A differenza di molti pittori del suo tempo che si trasferivano a Londra o a Roma, Wright rimase gran parte della vita a Derby, diventando un simbolo della provincia inglese che partecipa attivamente al cambiamento culturale.
In tempi più recenti la critica ha cominciato a sottolineare non solo l’entusiasmo per la scienza, ma anche l’ombra che accompagna tale entusiasmo – la possibilità della distruzione, del dubbio, della morte – e Wright viene oggi letto come uno che «tolse dal sole» l’occhio dell’arte, per posarlo sul crepuscolo della ragione.

Significato per il pubblico oggi

La mostra rappresenta un’occasione per rileggere non solo un artista inglese poco noto al di fuori del Regno Unito, ma anche per riflettere sul rapporto fra arte, scienza e tecnologia. In un’epoca in cui dominano schermi, luce artificiale e ombre digitali, la pittura di Wright ci ricorda che la luce non è solo visibilità, ma anche interrogazione; che l’oscurità non è mera assenza ma dimensione simbolica.
Inoltre, per un pubblico italiano e internazionale, l’allestimento a Londra (e successivamente a Derby) consente di osservare un punto chiave dell’arte del Settecento britannico – spesso rimasto nell’ombra – ma direttamente connesso alle trasformazioni che avrebbero modificato l’Europa intera.
Visitarla significa anche ritornare al gusto del «vedere» come esperienza attiva, partecipativa, critica: come gli spettatori nelle tele di Wright che osservano, mostrano sorpresa, orrore o curiosità.


Note tecniche e consigli di visita

  • L’esposizione si tiene nella Sunley Room della National Gallery, in Trafalgar Square, Londra.
  • È suggerito prevedere circa 45 minuti per la visita.
  • Una parte dell’esposizione è dedicata anche alle stampe in mezzatinto, che Wright utilizzò per diffondere la propria opera oltre la Gran Bretagna.
  • Dopo Londra la mostra si sposterà al Derby Museum and Art Gallery nella primavera/estate del 2026: l’opportunità per chi desidera seguire la “storia” fino alla patria dell’artista.

A chiarimento delle problematiche relative al copyright delle immagini.
Le immagini eventualmente riprodotte in pagina sono coperte da copyright (diritto d’autore). Tali immagini non possono essere acquisite in alcun modo, come ad esempio download o screenshot. Qualunque indebito utilizzo è perseguibile ai sensi di Legge, per iniziativa di ogni avente diritto, e pertanto Experiences S.r.l. è sollevata da qualsiasi tipo di responsabilità.

About the author: Redazione di Entasis