Un noir che guarda agli ultimi e alle ombre della Sicilia contemporanea

Cristina Cassar Scalia riporta in scena la sua investigatrice più amata con un’indagine che attraversa le periferie dell’anima e la memoria della città etnea, tra delitti, passato irrisolto e umanità dimenticate.

Un cadavere rinvenuto tra antiche rovine romane riapre ferite mai rimarginate. Nel nuovo romanzo della serie dedicata a Vanina Guarrasi, Cristina Cassar Scalia intreccia cronaca, storia e sentimenti in un noir che guarda agli ultimi e alle ombre della Sicilia contemporanea.


A cura di Elena Conti
Caporedattrice – Experiences – Sezione Entasis Caffè

L’estate catanese sembra concedere finalmente una tregua a Giovanna Guarrasi, per tutti Vanina. Il vicequestore della Squadra Mobile vive uno dei momenti più sereni degli ultimi anni: la relazione con il pubblico ministero Paolo Malfitano ha trovato un equilibrio inatteso e persino le tensioni professionali sembrano attenuarsi. È una calma destinata a durare poco.

Tra i ruderi delle Terme dell’Indirizzo, complesso archeologico di epoca romana incastonato nel centro storico di Catania, viene rinvenuto il corpo semicarbonizzato di un uomo. Qualcuno gli ha sparato alla testa e ha tentato di cancellarne l’identità con il fuoco. Soltanto il volto, rimasto miracolosamente intatto, consente agli investigatori di riconoscerlo: si tratta di un senzatetto conosciuto negli ambienti cittadini, già vittima in passato delle violenze legate a un potente clan mafioso. Da quel momento prende avvio la nuova indagine raccontata da Cristina Cassar Scalia in Le terme dell’Indirizzo, pubblicato da Einaudi nella collana Stile Libero.

La pista mafiosa appare inizialmente la più probabile, ma Vanina Guarrasi non è un’investigatrice che si accontenta delle soluzioni più immediate. Con il sostegno della sua squadra e dell’immancabile commissario in pensione Biagio Patanè, figura ormai centrale nell’universo narrativo della serie, la vicequestore comincia a scavare più a fondo. L’indagine finisce così per collegarsi a eventi lontani nel tempo, a vicende dimenticate e a responsabilità che qualcuno ha cercato di seppellire per decenni.

Cristina Cassar Scalia, nata a Noto nel 1977, medico oftalmologo e scrittrice tra le più lette del noir italiano, ha costruito negli anni un personaggio capace di conquistare migliaia di lettori. Vanina Guarrasi è comparsa per la prima volta nel 2018 con Sabbia nera e da allora è diventata protagonista di una delle serie poliziesche più fortunate dell’editoria italiana, arrivata anche sul piccolo schermo con la fiction televisiva interpretata da Giusy Buscemi.

Uno dei punti di forza della saga resta il rapporto con il territorio. Catania non svolge il ruolo di semplice sfondo narrativo: diventa presenza viva, quasi un personaggio autonomo. Le sue strade assolate, i mercati popolari, il mare, l’Etna sullo sfondo e i monumenti che custodiscono secoli di storia contribuiscono a definire l’atmosfera del racconto. In questo nuovo romanzo, le Terme dell’Indirizzo assumono una funzione simbolica particolarmente efficace. Come accade spesso nei libri della scrittrice siciliana, il passato riaffiora dalle profondità della città e costringe il presente a fare i conti con ciò che sembrava dimenticato.

Accanto all’intreccio investigativo emerge inoltre un tema sociale di notevole rilievo. La vittima è un uomo invisibile agli occhi della maggior parte delle persone. La scelta di porre al centro della vicenda un senzatetto consente all’autrice di interrogarsi sul valore della dignità umana e sulla facilità con cui la società tende a ignorare chi vive ai margini. L’indagine diventa così anche una ricerca di giustizia per chi non possiede potere, voce o protezione.

Con le sue 240 pagine, Le terme dell’Indirizzo conferma la formula che ha reso popolare Cristina Cassar Scalia: una trama solida, personaggi riconoscibili, dialoghi vivaci e una Sicilia raccontata senza folclore. Il romanzo alterna momenti di tensione investigativa a passaggi più intimi, mantenendo quel tono ironico e umano che distingue da sempre le avventure di Vanina Guarrasi. Il risultato è una lettura agile ma tutt’altro che superficiale, capace di intrecciare mistero, memoria e osservazione sociale in una delle città più affascinanti del Mediterraneo.


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