Il Frascati Superiore offre possibilità di abbinamento molto ampie

Tra vigne vulcaniche, ville storiche e una tradizione millenaria, il Frascati Superiore DOCG rappresenta una delle espressioni più autentiche dell’enologia laziale. Vini come l’Abelos di De Sanctis e il Poggio Verde di Principe Pallavicini dimostrano come questo territorio stia vivendo una stagione di rinnovata qualità.

Profumi floreali, note minerali e una freschezza naturale fanno del Frascati Superiore uno dei compagni ideali della cucina romana. Un vino spesso sottovalutato che oggi sta riconquistando l’attenzione degli appassionati grazie a produttori capaci di valorizzarne identità e carattere.


A cura di Elena Conti
Caporedattrice – Experiences – Sezione Entasis Caffè

La vista di Roma all’orizzonte accompagna da secoli il lavoro dei viticoltori dei Castelli Romani. Tra colline modellate da antichi vulcani e terreni ricchi di minerali nasce il Frascati Superiore DOCG, uno dei vini bianchi più rappresentativi del Lazio e tra i più antichi dell’intera penisola.

La storia della viticoltura in quest’area affonda infatti le proprie radici nell’età romana. Plinio il Vecchio descriveva già la fertilità di questi territori, mentre le ville patrizie disseminate sulle colline di Frascati, Monte Porzio Catone e Grottaferrata testimoniano il legame secolare tra vino e paesaggio. Ancora oggi i vigneti si sviluppano su terreni di origine vulcanica derivati dall’antico Vulcano Laziale, una caratteristica che contribuisce in modo decisivo alla personalità dei vini.

Il Frascati Superiore DOCG viene prodotto prevalentemente da Malvasia del Lazio e Malvasia di Candia, affiancate da altre varietà tradizionali autorizzate dal disciplinare. Nel bicchiere si presenta generalmente con un colore giallo paglierino luminoso, attraversato da riflessi dorati. Al naso emergono profumi di fiori bianchi, ginestra, acacia, agrumi e frutta a polpa gialla. In molte interpretazioni contemporanee si percepiscono inoltre eleganti sfumature minerali che richiamano direttamente la natura vulcanica dei suoli.

La freschezza costituisce una delle qualità più apprezzate del Frascati Superiore. Pur mantenendo una struttura equilibrata e una buona persistenza aromatica, il vino conserva una bevibilità che lo rende particolarmente versatile a tavola. È proprio questa combinazione di fragranza e carattere a distinguerlo da molti altri bianchi del Centro Italia.

Tra le interpretazioni più interessanti degli ultimi anni figura l’Abelos dell’Azienda Biologica De Sanctis. La cantina, attiva da generazioni nel territorio di Frascati, ha scelto un approccio produttivo orientato alla sostenibilità e all’agricoltura biologica. Il vino esprime con chiarezza le peculiarità del territorio, valorizzando la componente floreale e la tipica mineralità che caratterizza le migliori produzioni dell’area.

Altrettanto significativa è la proposta di Principe Pallavicini, storica famiglia legata da secoli alla vita economica e agricola del Lazio. Il Poggio Verde rappresenta una lettura elegante del Frascati Superiore, capace di unire freschezza, equilibrio e una piacevole complessità aromatica. La tenuta di Colonna, dove nasce il vino, conserva un patrimonio storico e paesaggistico che racconta la lunga relazione tra nobiltà romana e cultura vitivinicola.

Dal punto di vista gastronomico il Frascati Superiore offre possibilità di abbinamento molto ampie. Tradizionalmente accompagna antipasti, fritture leggere, verdure e piatti di pesce, ma si rivela sorprendentemente efficace anche con preparazioni della cucina romana più strutturate. La sua acidità naturale e la componente minerale consentono infatti di sostenere piatti ricchi senza appesantire il palato.

Particolarmente riuscito è l’incontro con gli gnocchi alla romana. Il burro, il Parmigiano e la gratinatura dorata creano una trama gustativa morbida e avvolgente che trova nel Frascati Superiore un ideale contrappunto. Le note floreali alleggeriscono la componente lattica, mentre la freschezza del vino pulisce il palato e invita a un nuovo assaggio. È un abbinamento che valorizza tanto il piatto quanto il vino, mettendo in dialogo due espressioni autentiche della tradizione laziale.

Negli ultimi decenni il Frascati ha dovuto confrontarsi con una reputazione talvolta penalizzata da produzioni orientate più alla quantità che alla qualità. Oggi, però, una nuova generazione di produttori sta contribuendo a riscriverne l’immagine. Investimenti nei vigneti, rese più contenute e una maggiore attenzione all’identità territoriale stanno restituendo prestigio a una denominazione che possiede tutte le caratteristiche per competere con le migliori espressioni bianche italiane.

Assaggiare un buon Frascati Superiore DOCG significa dunque entrare in contatto con una storia che attraversa duemila anni di cultura agricola. Tra le colline che circondano Roma continua a vivere una tradizione capace di rinnovarsi senza perdere le proprie radici. Ed è proprio in questa fedeltà al territorio che risiede il fascino più autentico di un vino che non ha mai smesso di raccontare il paesaggio da cui nasce.


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