
Matt Damon veste i panni di Ulisse in una delle produzioni più ambiziose degli ultimi anni. Un viaggio attraverso il Mediterraneo leggendario che porta sullo schermo Polifemo, Circe, le Sirene e il lungo ritorno verso Itaca.
Girato interamente in formato IMAX e sostenuto da un cast di primo piano, Odissea segna l’incontro tra il cinema visionario di Christopher Nolan e uno dei testi fondativi della cultura occidentale. Un progetto che punta a trasformare il poema di Omero in un grande evento cinematografico contemporaneo.
A cura di Elena Conti
Caporedattrice – Experiences – Sezione Entasis Caffè
L’eco della guerra di Troia si spegne tra le rovine di una città conquistata, ma per Ulisse il viaggio più difficile deve ancora cominciare. Con Odissea (The Odyssey), Christopher Nolan affronta uno dei racconti più influenti della letteratura mondiale e lo trasforma in un grande film d’avventura destinato a segnare la stagione cinematografica del 2026. L’opera, distribuita da Universal Pictures, riporta sul grande schermo il lungo ritorno dell’eroe di Itaca, alle prese con creature leggendarie, divinità capricciose e prove che mettono continuamente alla prova il suo ingegno e la sua resistenza.
La scelta di Nolan non sorprende. Fin dagli esordi il regista britannico ha mostrato una particolare attrazione per i racconti che interrogano il tempo, la memoria e la natura dell’eroismo. Dopo film come Memento, Inception, Interstellar e il pluripremiato Oppenheimer, il passaggio al mito classico appare quasi naturale. L’Odissea di Omero, composta probabilmente tra l’VIII e il VII secolo a.C., continua infatti a esercitare un’influenza enorme sulla narrativa occidentale, offrendo una struttura avventurosa che attraversa secoli di letteratura, teatro e cinema.
Nel ruolo di Ulisse troviamo Matt Damon, chiamato a incarnare un personaggio complesso, sospeso tra astuzia e fragilità umana. Accanto a lui, Tom Holland interpreta Telemaco, il figlio che cresce nell’assenza del padre e intraprende una propria ricerca di maturità. Anne Hathaway dà volto a Penelope, simbolo di fedeltà e intelligenza politica, mentre Zendaya assume il ruolo della dea Atena, guida e protettrice dell’eroe. Robert Pattinson interpreta Antinoo, il più aggressivo dei Proci che assediano il palazzo di Itaca in attesa di impossessarsi del potere. Completano il cast Charlize Theron nei panni di Calipso e Lupita Nyong’o in un doppio ruolo che comprende Elena di Troia e Clitennestra.
Le notizie provenienti dal set confermano l’ambizione produttiva dell’intero progetto. Fedele alla propria filosofia cinematografica, Nolan ha ridotto al minimo il ricorso agli effetti digitali. Una scelta che richiama la lavorazione di Dunkirk e Oppenheimer, dove il realismo fisico degli eventi aveva un ruolo centrale. Emblematico il caso di Polifemo: il gigantesco ciclope, interpretato dall’attore Bill Irwin, è stato realizzato attraverso un enorme animatronico alto circa sei metri, costruito materialmente sul set anziché generato al computer.
Anche sul piano tecnico il film rappresenta una sfida significativa. Secondo le informazioni diffuse dalla produzione, Odissea è il primo grande blockbuster girato interamente con cineprese IMAX a pellicola, senza limitarsi alle sole sequenze spettacolari. Una decisione che conferma la fiducia del regista nelle potenzialità del grande formato e nella qualità visiva della pellicola analogica. La fotografia è affidata ancora una volta a Hoyte van Hoytema, collaboratore storico di Nolan e autore dell’impatto visivo di film come Tenet e Oppenheimer, mentre la colonna sonora porta la firma del compositore svedese Ludwig Göransson, premio Oscar e ormai presenza stabile nell’universo creativo del regista.
Le riprese hanno attraversato diversi paesi, tra cui Grecia, Marocco e Islanda, alla ricerca di paesaggi capaci di restituire la dimensione epica del racconto. Un ruolo importante lo ha avuto anche l’Italia: alcune sequenze del viaggio marittimo sono state realizzate nelle Isole Eolie, arcipelago che da sempre alimenta suggestioni legate al mito omerico. Non è una scelta casuale. Da secoli studiosi e archeologi discutono della possibile collocazione geografica di alcuni episodi dell’Odissea proprio nelle acque del Mediterraneo centrale, tra Sicilia e Tirreno.
Con una durata di 172 minuti, il film si presenta come una vera esperienza immersiva. Nolan sembra intenzionato a restituire l’ampiezza del poema senza ridurlo a una semplice successione di episodi spettacolari. Polifemo, Circe, le Sirene e Calipso sono certamente presenti, ma il cuore della vicenda resta il tema del ritorno. L’Odissea è infatti la storia di un uomo che cerca di recuperare la propria identità dopo la guerra, di un sovrano che desidera tornare a casa e di una famiglia che tenta di ricomporsi nonostante il tempo trascorso.
In un’epoca dominata da franchise e universi narrativi seriali, la scelta di riportare al centro un classico della cultura occidentale assume un significato particolare. Nolan sembra voler ricordare che molte delle grandi storie contemporanee nascono proprio dai miti antichi. Se le premesse saranno mantenute, Odissea potrebbe diventare non soltanto uno degli eventi cinematografici dell’anno, ma anche una nuova dimostrazione della vitalità inesauribile di Omero e della sua capacità di parlare ancora al pubblico del XXI secolo.
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