
Nel cuore della Basilicata un borgo medievale racconta la propria storia attraverso centinaia di murales, tradizioni secolari e un paesaggio che unisce arte e natura
Tra vicoli dipinti, antichi palazzi e figure del folclore lucano, Satriano di Lucania è diventato uno dei più originali musei a cielo aperto d’Italia. Un luogo in cui il patrimonio artistico contemporaneo dialoga con le radici più profonde del territorio.
A cura di Elena Conti
Caporedattrice – Experiences – Sezione Entasis Caffè
A prima vista sembra un tranquillo borgo dell’Appennino lucano, raccolto attorno alle sue piazze e alle case in pietra. Basta però imboccare una strada del centro storico per accorgersi che qui le pareti raccontano storie. Satriano di Lucania, in provincia di Potenza, è conosciuto come la capitale dei murales del Mezzogiorno e, da decenni, ha scelto di affidare all’arte il compito di custodire la propria memoria.
Il borgo, nato in epoca medievale con il nome di Pietrafesa e divenuto Satriano di Lucania nel 1887 per riallacciare il legame con l’antica città di Satrianum, sorge nella valle del Melandro, a oltre seicento metri di altitudine, sulle pendici di tre rilievi naturali: il Castello, il Piesco e la Madonna della Rocca. Un territorio attraversato nei secoli da popoli, commerci e culture, dove un tempo transitava anche l’antica via Herculea romana.
La fama di Satriano è legata soprattutto ai suoi murales. Le prime opere comparvero tra gli anni Ottanta e Novanta e da allora il progetto si è ampliato fino a superare le quattrocento pitture distribuite tra strade, piazze e facciate di edifici storici. Il risultato è un vero museo diffuso, considerato da molti la più vasta pinacoteca all’aperto della Basilicata. Ogni dipinto è un frammento di identità collettiva: scene di vita contadina, antichi mestieri, leggende popolari, temi religiosi, richiami alla biodiversità e omaggi ai personaggi che hanno segnato la storia del paese.
Tra le figure più celebrate vi è Giovanni De Gregorio, detto il Pietrafesa, pittore lucano del tardo Manierismo e del primo Barocco, nato proprio qui alla fine del Cinquecento. La sua eredità artistica continua a rappresentare un punto di riferimento per la comunità e per gli artisti dell’associazione Arte per la Valle, che negli anni hanno contribuito a fare dei murales un potente strumento di valorizzazione culturale.
Passeggiare per Satriano significa attraversare un itinerario ricco di sorprese. Corso Trieste introduce immediatamente nel mondo dei murales e conduce verso Piazza Umberto I, dedicata alla biodiversità e all’archeologia. Piazza Abbamonte custodisce dipinti ispirati alla leggenda del Moccio, mentre Piazza Pietrafesa è una delle aree più scenografiche del borgo, dove l’arte contemporanea dialoga con l’architettura storica. Via Roma e le strade adiacenti svelano ulteriori scorci dipinti e conducono verso edifici di notevole interesse, come Palazzo Loreti, oggi sede del municipio e di spazi museali dedicati alla civiltà contadina e all’archeologia del territorio.
Il patrimonio storico di Satriano comprende anche il Santuario della Madonna delle Grazie, meta di una sentita devozione popolare, la Cappella di San Donato e l’antica Rocca del Duca di Poggiardo, oggi sede del Museo Multimediale “Il Palco dei Colori” e della biblioteca comunale. L’Anfiteatro Porticelle, realizzato nel 2006 e caratterizzato da una scacchiera a grandezza umana, rappresenta invece il volto più contemporaneo del borgo e ospita spettacoli ed eventi culturali.
La vitalità culturale del paese si esprime anche attraverso le sue tradizioni. Il Carnevale di Satriano è tra i più originali del Sud Italia e ha reso celebre la figura del Rumita, l’uomo-albero interamente ricoperto di edera, simbolo del rapporto profondo tra la comunità e la natura. Accanto a lui sopravvivono altre maschere della tradizione, come l’Orso e la Quaresima, testimonianza di una memoria popolare che continua a reinventarsi senza perdere autenticità.
Satriano di Lucania dimostra come un piccolo centro dell’entroterra possa costruire la propria identità attraverso la cultura. Qui i muri non separano gli spazi: diventano pagine di un racconto collettivo. E il visitatore, camminando tra vicoli e scalinate dipinte, ha la sensazione di attraversare un libro illustrato a cielo aperto, dove ogni immagine conserva un frammento della memoria lucana e lo consegna al futuro.
A chiarimento delle problematiche relative al copyright delle immagini.
Le immagini eventualmente riprodotte in pagina sono coperte da copyright (diritto d’autore). Tali immagini non possono essere acquisite in alcun modo, come ad esempio download o screenshot. Qualunque indebito utilizzo è perseguibile ai sensi di Legge, per iniziativa di ogni avente diritto, e pertanto Experiences S.r.l. è sollevata da qualsiasi tipo di responsabilità.






