
Presentato nel 1906 alla mostra viennese Der gedeckte Tisch, il servizio progettato da Josef Hoffmann segna il passaggio dalla decorazione ottocentesca alla modernità. Oggi Alessi ne ripropone uno dei capolavori assoluti del design europeo.
Un cucchiaio, una forchetta, un coltello possono raccontare una rivoluzione estetica. Il servizio Rundes Modell rappresenta uno dei momenti decisivi nella nascita del design moderno, quando la funzione diventa il principio guida della forma e la tavola entra a pieno titolo nella cultura del progetto.
A cura di Elena Conti
Caporedattrice – Experiences – Sezione Entasis Caffè
Nel 1906, a Vienna, un servizio di posate contribuì a cambiare il modo di concepire gli oggetti della vita quotidiana. Si chiamava Rundes Modell ed era stato progettato da Josef Hoffmann, architetto, designer e tra i fondatori della Wiener Werkstätte. Presentato alla mostra Der gedeckte Tisch (“La tavola apparecchiata”), il servizio rompeva con la tradizione dei sontuosi servizi ottocenteschi, ricchi di decorazioni e motivi ornamentali, proponendo invece una sobrietà formale destinata a influenzare tutto il design del Novecento.
L’innovazione non risiedeva soltanto nell’aspetto estetico, ma nella concezione stessa dell’oggetto. Hoffmann eliminò ogni elemento superfluo, affidando la qualità del progetto alla precisione delle proporzioni. Le impugnature, lunghe e leggermente svasate verso l’estremità, conferiscono alle posate un’eleganza discreta e un equilibrio visivo ancora oggi sorprendente. Il cucchiaio, con la caratteristica coppa schiacciata e originariamente orientata trasversalmente rispetto al manico, rappresentava una scelta radicale per l’epoca, tanto da suscitare inizialmente qualche perplessità. L’utilizzo quotidiano dimostrò però l’efficacia ergonomica di quella soluzione, destinata a diventare una delle firme progettuali del servizio.
Le Rundes Modell nacquero nell’ambiente creativo della Wiener Werkstätte, i laboratori fondati nel 1903 da Hoffmann e Koloman Moser con il sostegno dell’industriale Fritz Waerndorfer. L’obiettivo era superare la distinzione tra arti maggiori e arti applicate, progettando ogni elemento dell’abitare secondo il principio dell’opera d’arte totale (Gesamtkunstwerk). Architettura, arredi, tessuti, vetri, gioielli e oggetti per la tavola dovevano dialogare tra loro attraverso un linguaggio coerente, capace di coniugare qualità artigianale e innovazione estetica.
Il servizio venne realizzato originariamente in argento e trovò una delle sue prime applicazioni nel celebre Cabaret Fledermaus, inaugurato proprio nel 1907 a Vienna e progettato da Hoffmann come uno degli ambienti simbolo della nuova cultura viennese. Qui ogni dettaglio, dagli interni alle stoviglie, contribuiva a costruire un’esperienza estetica unitaria, perfettamente coerente con gli ideali della Secessione viennese.
Josef Hoffmann, nato nel 1870 in Moravia e formatosi all’Accademia di Belle Arti di Vienna sotto Otto Wagner, è considerato uno dei protagonisti assoluti del design europeo del primo Novecento. Tra le sue opere più celebri figurano il Palazzo Stoclet di Bruxelles, oggi Patrimonio Mondiale UNESCO, e numerosi progetti di arredo che anticipano il razionalismo e il design moderno. Nella sua ricerca il decoro non viene abolito, ma disciplinato entro rigorose geometrie, dove la bellezza nasce dalla relazione tra forma, funzione e materiali.
Nel 2000 Alessi ha riportato questo capolavoro alla produzione industriale, trasformando un oggetto nato per una raffinata lavorazione artigianale in un servizio destinato all’uso contemporaneo. L’azienda di Omegna ha sviluppato la riedizione in acciaio inossidabile 18/10 lucidato a specchio, lavorando in collaborazione con il MAK – Museum für angewandte Kunst di Vienna per garantire il massimo rispetto del progetto originale. Per facilitare l’utilizzo moderno è stata inoltre affiancata alla versione storica del cucchiaio una variante con coppa orientata secondo gli standard oggi più diffusi, mantenendo però inalterato il linguaggio formale concepito da Hoffmann.
A oltre cent’anni dalla loro nascita, le Rundes Modell conservano una straordinaria attualità. Molti servizi di posate minimalisti progettati nella seconda metà del Novecento e nei primi decenni del XXI secolo devono qualcosa alla chiarezza compositiva introdotta da Hoffmann. Il loro successo dimostra come un progetto autenticamente innovativo riesca a superare il tempo e le mode, trasformandosi in un classico.
Il valore di queste posate va quindi oltre la loro funzione pratica. Esse rappresentano uno dei momenti fondativi della cultura del design contemporaneo, quando un semplice oggetto domestico diventò il luogo d’incontro tra arte, architettura e industria. È questa capacità di sintetizzare eleganza, funzionalità e rigore progettuale a rendere il Rundes Modell uno dei capolavori più significativi della storia del design europeo.
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