Omaggio al grattacielo Turning Torso di Santiago Calatrava a Malmö, in Svezia

Progettato da Miguel Flores Soeiro per Herdmar nel 2014, il servizio Malmö dimostra come un gesto minimo possa trasformare un oggetto quotidiano in un’icona del design contemporaneo. Forma, ergonomia e funzionalità trovano qui un equilibrio sorprendente.

Una semplice rotazione del manico diventa il fulcro di un progetto che ha ridefinito il linguaggio della posateria moderna. Ispirato al Turning Torso di Santiago Calatrava, il servizio Malmö è oggi uno degli esempi più riconoscibili del design per la tavola del XXI secolo.


A cura di Elena Conti
Caporedattrice – Experiences – Sezione Entasis Caffè

Nel design industriale esistono progetti capaci di sorprendere senza ricorrere all’eccesso. Basta una modifica apparentemente semplice per cambiare il rapporto tra l’oggetto e chi lo utilizza. È il caso di Malmö, il servizio di posate ideato nel 2014 dal designer portoghese Miguel Flores Soeiro per Herdmar, storica azienda fondata nel 1911 e oggi considerata una delle principali realtà europee nella produzione di posateria. Presentata al salone Maison & Objet di Parigi, la collezione è diventata rapidamente uno dei progetti più rappresentativi del design contemporaneo per la tavola.

L’idea nasce dall’osservazione di un’architettura ormai entrata nell’immaginario collettivo: il Turning Torso di Santiago Calatrava, il grattacielo inaugurato nel 2005 a Malmö, in Svezia. Come l’edificio ruota progressivamente lungo il proprio asse verticale, così Soeiro introduce una torsione di novanta gradi nel punto di passaggio tra il manico e la parte funzionale della posata. Non si tratta di una citazione formale, ma di una traduzione progettuale che trasferisce nel piccolo oggetto domestico il dinamismo dell’architettura contemporanea.

La torsione modifica immediatamente il comportamento della posata sul tavolo. Il manico non rimane disteso sulla tovaglia, ma si solleva leggermente, appoggiandosi di taglio. Il risultato è una presenza più scultorea e, allo stesso tempo, una diversa esperienza d’uso. Le dita sono naturalmente invitate ad assumere un’impugnatura differente rispetto alle posate tradizionali, rendendo il gesto della presa più dinamico e consapevole. È proprio questa capacità di incidere sull’ergonomia attraverso una scelta formale a distinguere Malmö da molti altri esercizi di stile.

L’innovazione non riguarda soltanto l’estetica. Grazie all’inclinazione del manico, la lama del coltello e i rebbi della forchetta restano sollevati rispetto alla superficie della tavola, evitando il contatto diretto con la tovaglia. Una soluzione semplice ma efficace che rende superfluo il tradizionale poggia-coltello e introduce un beneficio anche sotto il profilo igienico. È un esempio di quel design in cui funzione e forma non procedono separatamente, ma si rafforzano a vicenda.

L’equilibrio visivo della collezione nasce anche dal dialogo tra linee tese e profili morbidi. I manici presentano una geometria sottile e rigorosa, mentre cucchiaio, coltello e forchetta adottano forme arrotondate che attenuano la forza del segno progettuale. La forchetta, con i suoi tre rebbi, contribuisce ulteriormente a definire l’identità della serie, confermando la ricerca di un linguaggio essenziale ma immediatamente riconoscibile.

La realizzazione avviene in acciaio inossidabile 18/10, ottenuto mediante stampaggio a freddo, una scelta che garantisce precisione costruttiva, durata e qualità delle finiture. Oltre alla versione classica lucida o satinata, Herdmar ha successivamente proposto varianti con rivestimento PVD al titanio, disponibili in tonalità come oro, rame, cioccolato e nero, ampliando le possibilità di inserimento della collezione sia nelle tavole domestiche sia nella ristorazione contemporanea.

La critica internazionale ha accolto Malmö come uno dei progetti più significativi della posateria contemporanea. Domus lo ha inserito tra i modelli che hanno segnato la storia recente del design della tavola, sottolineando come Soeiro abbia portato all’estremo il tema della torsione del manico, trasformandolo in un elemento capace di modificare la percezione e l’uso dell’oggetto.

A oltre dieci anni dalla sua presentazione, Malmö continua a rappresentare un esempio di come il design possa innovare senza rinunciare alla semplicità. Non introduce tecnologie complesse né effetti spettacolari: modifica un gesto quotidiano attraverso un dettaglio progettuale preciso. È questa capacità di trasformare la normalità in esperienza a spiegare perché una lieve torsione di novanta gradi sia diventata una delle firme più eleganti del design contemporaneo per la tavola.


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