Ottanta omicidi, altrettante indagini e una regola fondamentale che scoprirete

Una banca, un casinò, un teatro dell’Opera, un torneo di scacchi: ogni ambiente nasconde un morto e una rosa di sospettati. Con Murdoku l’enigmistica incontra il giallo e al lettore spetta il lavoro del detective, armato soltanto di indizi e logica.


A cura di Elena Conti

Ottanta morti sono parecchi anche per il lettore più assiduo di gialli. In Murdoku. 80 omicidi misteriosi da risolvere con la logica, però, le vittime servono soprattutto a mettere in moto altrettanti meccanismi deduttivi. Manuel Garand, autore e ideatore di rompicapi canadese originario di Montréal, costruisce un libro che prende due forme di intrattenimento molto popolari – il mistero investigativo e il sudoku – e le incastra fino a farne un unico gioco.

L’idea è semplice da spiegare e meno semplice da affrontare. Ogni caso presenta una scena del crimine illustrata, una vittima, alcuni sospettati e una serie di indizi. Il lettore deve stabilire dove si trovasse ciascun personaggio al momento dell’omicidio, utilizzando la regola fondamentale mutuata dal sudoku: in ogni riga e in ogni colonna può comparire un solo personaggio. Gli elementi disseminati nell’ambiente – stanze, mobili, animali, oggetti – acquistano così un preciso valore investigativo. Collocando correttamente i sospettati sulla griglia si arriva a identificare l’unica persona che si trovava nella stessa stanza della vittima: l’assassino.

Garand cambia continuamente scenario per evitare che la ripetizione della struttura diventi meccanica. Si passa da una banca a un casinò, da un torneo di scacchi a un teatro dell’Opera e ad altre situazioni costruite come piccole scene del delitto. I casi sono ottanta e procedono secondo una difficoltà crescente: le prime indagini consentono di familiarizzare con il metodo, mentre quelle successive richiedono maggiore capacità di esclusione e controllo simultaneo degli indizi. L’edizione italiana, pubblicata da Magazzini Salani il 2 giugno 2026, conta 208 pagine.

Il risultato sta a metà strada fra il libro di enigmistica e il giallo interattivo. Il piacere non deriva infatti dalla scoperta di una trama complessa, come accadrebbe in un romanzo poliziesco, ma dalla ricostruzione razionale di ciò che è avvenuto. L’investigatore non è un personaggio: è chi tiene il libro tra le mani. La parentela con il Cluedo è evidente nella combinazione di luoghi, sospettati e delitto, mentre dal sudoku proviene il sistema rigoroso delle esclusioni. A fare da raccordo interviene una piccola narrazione visiva che trasforma caselle e coordinate in una scena da ispezionare.

La formula ha trovato rapidamente il suo pubblico. Nel giugno 2026 Murdoku ha raggiunto il primo posto nella classifica italiana della manualistica rilevata dal Giornale della Libreria; tra il 27 luglio e il 2 agosto risultava inoltre al vertice della classifica generale dei libri più venduti. A fine agosto La Stampa segnalava vendite italiane prossime alle centomila copie e il primo posto anche nelle classifiche britanniche e spagnole.

Dietro questo successo c’è probabilmente qualcosa di più della curiosità per un titolo che fonde efficacemente le parole “murder” e “sudoku”. Murdoku recupera il piacere elementare dell’enigma risolvibile: osservare, escludere, sbagliare, tornare sui propri passi e infine trovare una soluzione che non dipende dall’intuizione dell’autore, ma dalla coerenza del ragionamento. Nell’epoca dello scorrimento rapido e dell’attenzione frammentata, Garand chiede esattamente il contrario: fermarsi davanti a una scena del crimine e guardarla fino a quando l’assassino non ha più un posto dove nascondersi.


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