La teoria del lasciar andare (The Let Them Theory: best seller dell’indifferenza

“Let them”, lasciali fare. Dietro una frase che potrebbe sembrare una resa, Mel Robbins costruisce invece una strategia per recuperare tempo, energie e capacità di scelta. Il punto decisivo non è ciò che fanno gli altri, ma quello che decidiamo di fare noi.


A cura di Elena Conti

Un amico organizza una serata e non ci invita. Un collega parla alle nostre spalle. Il partner continua a comportarsi in un modo che vorremmo cambiare. La reazione abituale è interrogarsi, irritarsi, intervenire, tentare di modificare la situazione. Mel Robbins propone una risposta molto più breve: lascia fare. È il principio intorno al quale ruota La teoria di lasciare andare. The Let Them Theory, scritto con la figlia Sawyer Robbins e pubblicato in Italia da Newton Compton nel 2025, nella traduzione di Elena Lombardi. L’edizione italiana conta 320 pagine.

Il successo internazionale del libro nasce proprio dalla radicale semplicità della formula. The Let Them Theory, uscito originariamente negli Stati Uniti nel dicembre 2024, ha raggiunto il primo posto nella classifica del New York Times ed è diventato uno dei maggiori fenomeni recenti della manualistica motivazionale. L’autrice lo presenta come un metodo per interrompere l’estenuante tentativo di amministrare opinioni, aspettative, reazioni e decisioni delle persone che ci circondano.

Il ragionamento parte da una constatazione elementare: una quota considerevole dello stress quotidiano deriva dal desiderio che gli altri si comportino secondo le nostre attese. Cerchiamo approvazione, interpretiamo un silenzio, ci confrontiamo con chi sembra avere più successo, insistiamo perché qualcuno cambi.

Robbins suggerisce di riconoscere il confine tra ciò che dipende da noi e ciò che resta fuori dal nostro controllo. Se qualcuno vuole escluderci, giudicarci o compiere una scelta che non condividiamo, “let them”: lasciamolo fare. Non perché quel comportamento sia necessariamente giusto, ma perché appartiene a chi lo compie.

Qui, però, si trova anche il passaggio meno immediato della teoria. Al “Let Them” deve seguire il “Let Me”. Lasciare agli altri la responsabilità delle loro azioni significa riprendere la responsabilità delle proprie. Posso non controllare il giudizio di un collega, ma posso decidere quanto peso attribuirgli; non posso costringere un partner a cambiare, ma posso stabilire quali comportamenti sono disposto ad accettare. La rinuncia al controllo diventa così recupero dell’iniziativa personale. È questo secondo movimento a impedire che il metodo venga confuso con indifferenza, rassegnazione o passività.

Il libro trasferisce il principio nella vita concreta, dalle relazioni sentimentali alle amicizie adulte, dalla famiglia al lavoro, fino alla paura del giudizio, al confronto sociale e alla difficoltà di perseguire i propri obiettivi. Robbins alterna esperienze personali, situazioni riconoscibili, indicazioni operative e riferimenti a esperti di psicologia, neuroscienze e relazioni. La scrittura conserva il registro diretto che ha contribuito al successo del Mel Robbins Podcast: pochi tecnicismi e molta attenzione alla possibilità di applicare immediatamente ciò che si legge.

La forza della proposta coincide inevitabilmente con il suo limite: un’intuizione molto semplice viene sviluppata lungo centinaia di pagine. Ma proprio la semplicità spiega probabilmente la sua diffusione. “Lascia fare” non promette di cambiare gli altri.

Suggerisce qualcosa di più realistico: osservarli quando smettiamo di correggerli e prendere sul serio ciò che ci mostrano. A quel punto resta una domanda, assai meno comoda del mantra che l’ha preceduta: ora che so chi ho davanti, che cosa scelgo di fare io?

Scheda del libro presso Newton Compton Editori


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