Il romanzo di Niccolò Ammaniti intreccia formazione, desiderio e mistero

Un tredicenne, una casa che nasconde un segreto letale, due donne arrivate da fuori e un amore capace di mettere in discussione un destino già scritto. Con “Il custode”, pubblicato da Einaudi, Niccolò Ammaniti costruisce una storia breve e tesa, sospesa tra realtà siciliana, mito e inquietudine.


A cura di Elena Conti

Nilo Vasciaveo ha tredici anni e sa già che il suo futuro è stato deciso molto prima della sua nascita. Vive a Triscina, sulla costa siciliana, con la madre Agata e la zia Rosi, in un seminterrato umido affacciato su un paesaggio di spiaggia, mare e seconde case cresciute senza ordine. I Vasciaveo lavorano e rivendono marmo, almeno ufficialmente. La loro vera occupazione è un’altra: da secoli, anzi da millenni, custodiscono qualcosa di indicibile, nascosto nel bagno di casa. Un compito trasmesso attraverso le generazioni che somiglia sempre meno a un privilegio e sempre più a una condanna.

È da questa situazione insieme quotidiana e perturbante che prende avvio Il custode, il romanzo con cui Niccolò Ammaniti torna nel 2026 per Einaudi, nella collana Stile libero. Sono appena 176 pagine, sufficienti però a riattivare alcuni dei nuclei più riconoscibili della sua narrativa: l’adolescenza come territorio instabile, la famiglia come luogo di protezione e prigionia, il desiderio di fuga e l’irruzione dell’inspiegabile dentro una realtà descritta senza abbellimenti.

A rompere l’equilibrio dei Vasciaveo arrivano Arianna, giovane donna bella e alla deriva, e sua figlia Saskia. Per Nilo quell’incontro apre una possibilità fino a quel momento quasi inconcepibile: immaginare una vita diversa. Il ragazzo scopre l’amore proprio mentre comprende fino in fondo il peso dell’eredità familiare. Custodire significa rinunciare agli amici, ai viaggi, alla libertà di scegliere. Il mondo, gli ha spiegato sua madre, comincia e finisce a Triscina. Ammaniti costruisce così il conflitto essenziale del romanzo: obbedire a una legge antichissima oppure spezzare la catena e diventare finalmente padrone della propria esistenza.

Il mistero funziona allora come qualcosa di più di un semplice dispositivo narrativo. Attorno alla “cosa” custodita dalla famiglia si concentra una paura che appartiene contemporaneamente al fantastico e alla crescita. È un meccanismo familiare nella scrittura di Ammaniti: il punto di vista dei ragazzi permette di osservare il mondo adulto mentre perde progressivamente la propria apparente razionalità. Accadeva in Io non ho paura, dove un bambino si trovava davanti alla scoperta concreta del male, e in forme differenti in Io e te e Anna. Qui quella linea narrativa incontra una componente più apertamente mitica e perturbante.

Il ritorno all’adolescenza non significa però un ritorno all’identico.

Dall’esordio di Branchie e dai racconti di Fango, legati alla stagione pulp degli anni Novanta, Ammaniti ha progressivamente spostato la propria scrittura verso storie nelle quali violenza, fragilità e formazione convivono. Io non ho paura ne ha consolidato la notorietà internazionale; Come Dio comanda gli è valso il Premio Strega nel 2007. Sono seguiti, fra gli altri, Io e te, Anna e La vita intima, vincitore del Premio Viareggio-Rèpaci per la narrativa. Parallelamente, Ammaniti ha attraversato cinema e televisione, fino alle serie Il miracolo e Anna, da lui scritte e dirette.

In Il custode questa esperienza sembra condensarsi in una narrazione volutamente compatta. Il paesaggio siciliano non serve da fondale pittoresco: è una periferia del Mediterraneo concreta e irregolare, esposta al sole e al mare ma attraversata da qualcosa di oscuro. Proprio dentro questo contrasto Nilo deve decidere se accettare ciò che gli è stato consegnato o sottrarsi al destino dei Vasciaveo. Il segreto custodito nel bagno alimenta la paura, ma il vero pericolo è forse un altro: arrivare all’età adulta senza avere mai scelto la propria vita.


A chiarimento delle problematiche relative al copyright delle immagini.
Le immagini eventualmente riprodotte in questa pagina sono protette da copyright (diritto d’autore), salvo diversa indicazione, e sono utilizzate da Experiences S.r.l. esclusivamente a fini di informazione e documentazione, per accompagnare contenuti editoriali inerenti. Non ne è consentita l’acquisizione, la riproduzione o qualsiasi altro utilizzo senza l’autorizzazione dei rispettivi aventi diritto. Experiences S.r.l. resta estranea a eventuali utilizzi impropri effettuati da terzi.

↑ MENU