Artonauti: la collezione di figurine per avvicinare i bambini alla storia dell’arte e alle scienze

In edicola dal 20 febbraio il quinto album di figurine Artonauti, Arte e Scienza – Le invenzioni che hanno cambiato il mondo, un viaggio fantastico alla scoperta delle straordinarie imprese dell’ingegno umano viste attraverso la lente dell’arte.

L’album presenta anche il tema contemporaneo dell’intelligenza artificiale e invita i giovani lettori a intraprendere una riflessione sui cambiamenti e le novità introdotte da questa tecnologia.

Ora in edicola il quinto album Artonauti, Arte e Scienza – Le invenzioni che hanno cambiato il mondo, dedicato ai bambini, ma anche agli adulti di tutte le età, con 100 pagine e 100 opere d’arte, tra mosaici, dipinti, sculture e architetture, da comporre e scoprire attraverso 280 figurine adesive. L’album, inoltre, contiene 14 illustrazioni che raccontano la storia dei personaggi dipinte dall’artista Pietro Canepa. La collezione è arricchita da 25 Twin Cards, coppie di carte gemelle da collezionare per giocare a memory e approfondire l’arte e la scienza divertendosi.

La raccolta guida il lettore in un viaggio straordinario nella storia, alla scoperta delle eccezionali imprese di artisti e scienziati. Attraverso la speciale lente dell’arte, sono messe in risalto opere, invenzioni e tecnologia, frutto dell’ingegno umano e diquella creatività che ha rivoluzionato la storia e che ancora oggi muove il mondo – dalle piramidi dell’antico Egitto, passando per la cupola di Brunelleschi, fino ad arrivare all’invenzione del microscopio, del telescopio e alle ultime missioni nello spazio. Insieme agli Artonauti, i protagonisti di questa storia sono gli architetti, gli artisti e gli scienziati che hanno lasciato un’impronta nella storia dell’umanità, plasmando la realtà che conosciamo oggi. Dall’antichità alle epoche più moderne, figure come Imhotep, Policleto, Leonardo Da Vinci, Fibonacci, Brunelleschi, Nadar, Gaudì ci ricordano che l’incontro tra scienza e arte non solo è possibile ma auspicabile per ottenere risultati sorprendenti. L’album introduce anche il tema delle applicazioni dell’intelligenza artificiale, cercando di suscitare una riflessione nei giovani lettori. In questo contesto, anche loro si trovano ad affrontare una nuova sfida, tra curiosità e timore, che la storia ci insegna essere inevitabile ma al contempo un’opportunità da comprendere e vivere.

Nell’album sono presenti inoltre alcuni contenuti speciali, come un QR code sulla copertina che rimanda a ulteriori approfondimenti e articoli, giochi, indovinelli e quiz che coinvolgono i lettori nell’apprendimento attraverso il gioco. Ad arricchire l’album, anche brevi video di scienziati, architetti e artisti, che forniscono un’esperienza più approfondita del loro lavoro, come Luca Perri, esperto di astrofisica, che condivide in modo chiaro e coinvolgente le misteriose peculiarità dell’universo e dei pianeti e Paola Roccabianca, docente di microbiologia molecolare presso l’Università Statale di Milano, che guida i lettori in un viaggio attraverso delle straordinarie immagini al microscopio che sottolineano la complessità della vita.

Il progetto per la sua originalità e qualità, ha vinto la quarta edizione del bando di Fondazione Cariplo per l’Innovazione Culturale e il premio Piccolo Plauto 2022 come progetto caratterizzato da elevata qualità pedagogica e didattica.

«Con Artonauti è come se portassimo i musei direttamente nelle mani delle persone, avvicinandole all’arte in modo divertente. L’arte è un linguaggio, ed è necessario abituarsi a leggerla e a capirla. Imparare a farlo fin da piccoli, con uno strumento pensato appositamente per facilitare la comprensione di questo mondo, è un’occasione unica» commentano Daniela Re, e Marco Tatarella, founder di Artonauti.

Sia l’album che le figurine Artonauti sono disponibili in edicola, sul sito ufficiale Artonauti e su Amazon.

L’album con 3 pacchetti di figurine è venduto a 3,90 € e un singolo pacchetto di figurine costa 0,80 € con 5 figurine e una card.


Artonauti è il primo album di figurine dell’arte in Italia e nel mondo. Il progetto nasce da un’idea di Daniela Re, insegnante e mediatrice culturale di lunga esperienza, specializzata in riabilitazione cognitiva, e Marco Tatarella, editore di libri d’arte e periodici musicali. L’obiettivo è rendere l’arte accessibile a tutti attraverso il gioco. Artonauti è più di un semplice album, è la storia di due bambini e un cane che compiono un fantastico viaggio nel tempo alla scoperta dei tesori dell’arte.

Ci sono le figurine da attaccare, ma anche giochi e indovinelli, curiosità e aneddoti per avvicinare i piccoli lettori agli artisti e alle loro vite. Seguendo le avventure di Argo, Ale e Morgana i bambini si appassionano alle avventure degli artisti come veri e propri eroi. Il primo album pubblicato è stato Artonauti, la storia di un viaggio nel tempo alla scoperta dei grandi maestri e delle loro opere, seguito da Il Novecento: alla ricerca dei tesori rubati, il cui focus del racconto è il salvataggio dell’arte dalla distruzione e dai furti di guerra. Il terzo album della collezione, Tutto il mondo, racconta la bellezza del pianeta attraverso l’arte, mentre il quarto, L’anello di re Salomone, narra i capolavori della storia dell’arte che esplorano i quattro elementi – terra, acqua, aria e fuoco. Il progetto culturale, per la sua originalità e qualità, ha vinto la quarta edizione del bando di Fondazione Cariplo per l’Innovazione Culturale e il premio Piccolo Plauto 2022 come progetto caratterizzato da elevata qualità pedagogica e didattica.


Samantha Mattiuzzi
Web Marketing
Da Samantha Mattiuzzi samantha.mattiuzzi@artonauti.it  

Roma, secondo appuntamento di “Vino Sapiens” – Incontro con l’Enologo Nicola Biasi e Degustazione

LA SOSTENIBILITÀ VITIVINICOLA

La qualità del vino raccontata dall’enologo Nicola Biasi 

Il 24 aprile a Roma l’incontro organizzato da Vino Sapiens 

Secondo appuntamento del ciclo di incontri organizzato da Vino Sapiens,Mercoledì 24 aprile, alle 20.00, nella sua sala degustazione di Via dei Virgulti 44 a Roma. 

Questa volta il piacere di ascoltare Nicola Biasi -“Enologo dell’anno 2022” a valle di tanti altri precedenti riconoscimenti – e poi l’assaggio “relazionale” di 8 etichette della Rete Resistenti, capace di rivelare qualcosa di nuovo o da riscoprire.

“Il vitigno può ancora essere la chiave interpretativa del territorio, e il vino il suo narratore? L’attuale instabilità delle stagioni mina questa relazione fondamentale, che nell’ultimo secolo è stata una certezza per produttori e consumatori. Non possiamo esimerci dalla riflessione e dall’indagine su questi temi – affermano i fondatori di Vino Sapiens, Costantina Vocino e Marco Felini – se vogliamo rimanere consapevoli della funzione del vino e del suo posto all’interno della civiltà”.

Dopo la lectio magistralis del prof. Marco Stefanini, che ha riferito sullo stato della ricerca e delle possibilità di ottenere varietà capaci di tollerare la pressione delle malattie fungine, l’attenzione si sposta, in questa seconda serata con Nicola Biasi, all’aspetto concreto dell’allevamento (in diversi terroirs) e della vinificazione (con diversi stili) di uve da vitigni PIWI (“pilzwiderstandsfähig” in tedesco). Dopo aver permesso una significativa riduzione dell’uso di pesticidi e fitofarmaci in campagna, queste varietà, negli ultimissimi anni, stanno sempre più trovando protocolli di vinificazione adatti ad esaltarne le caratteristiche peculiari, oggi ancor di più ricercate a causa dei difficili andamenti vendemmiali. 

Una rete in cui cadere conviene

Imprescindibile oggi fare rete, anche per l’industria vitivinicola, non solo per ragioni di opportunità economica, ma anche per garantire un proficuo e costante scambio di informazioni, conoscenza, idee, buone pratiche e soprattutto strategie per il futuro del vino. Una di esse è La Rete Resistenti – Nicola Biasi, rete d’imprese composta da otto aziende agricole che operano in territori diversi tra Friuli, Veneto e Trentino, dal Mare Adriatico alle Dolomiti. Un progetto ambizioso, che punta a raggiungere una eccellenza qualitativa dei prodotti, coniugandola però con metodologie e pratiche vitivinicole sostenibili.  Il 24 aprile l’affermato enologo Nicola Biasi darà riscontri oggettivi sulla viticoltura sostenibile, a partire dalle sue ricerche e dalle sue pluriennali esperienze di vinificazione con le “varietà resistenti“. 

La qualità che annulla i pregiudizi

Appurato che queste nuove varietà abbiano geni di resistenza naturale, tali da consentire nel loro allevamento una drastica riduzione di impronta carbonica e di compromissione ambientale, esse devono oggi confrontarsi con un’altra forma di resistenza: il pregiudizio. Si tratta di rispondere alle obiezioni di messa a rischio del multiforme patrimonio ampelografico, di omologazione di vini e tradizioni che fanno ricca l’Italia, e del rischio di ripercorrere la deriva di certi vini naturali, che spacciano difetti per virtù. La proposta di Nicola Biasi e del suo gruppo è invece quella di offrire prodotti di elevata qualità, dove i vitigni esprimono i territori in cui sono radicati, dall’Adriatico alle Dolomiti. 

Ecco l’idea della Rete di imprese, ben più di un’associazione: una comunanza di visione e di condivisione per valorizzare al meglio le diverse potenzialità aziendali. Dalla piccolissima cantina di alta montagna trentina alla realtà più vasta e più strutturata della collina friulana, l’attenzione è rivolta alla sostenibilità ambientale, economica e sociale, che si consolida con proposte capaci di convincere il mercato in modo non estemporaneo, ma con una continuità affidabile di qualità e di riconoscibilità. Non una moda dunque, o l’ennesima declinazione bizzarra di una sedicente naturalità, ma una possibilità concreta, scientificamente attestata e attuabile nel lungo periodo, di rendere la viticoltura di qualità assai meno impattante a livello ambientale.

Come consulente e come titolare di una sua propria cantina, Nicola Biasi ha saputo portare i vini elaborati a partire da questi nuovi vitigni a elevati standard qualitativi, apprezzati dal pubblico e riconosciuti dai critici di settore. Sarà possibile ascoltare quali siano i risultati raggiunti e quali sfide attendono questo pilastro dell’economia e della cultura italiana e, attraverso l’assaggio, scoprire alcuni degli esempi più interessanti della selezione dell’enologo, interamente basata sulla trasformazione di uve Piwi: ECELO 1° – CA’ DA ROMAN; M’AMA 2022 – AZ.AGR. ALBAFIORITA; FORTE 2022 – COLLE REGINA; BABY RETINES 2022 – RESISTENTI NICOLA BIASI; DIVENTO 2022 – VIGNETI VINESSA; SINFONIA 2022 – TENUTA DELLA CASA; COSTANTE 2022 – POGGIO PAGNAN e il leggendario VIN DE LA NEU 2020 – NICOLA BIASI. 

Nicola Biasi nasce in Friuli, terra di vini e, dopo il diploma di Enotecnico, lavora per importanti aziende del Friuli come Jermann e Zuani della famiglia Felluga. Prima di trasferirsi in Toscana, Nicola lavora per Victorian Alps di Gapsted in Australia e poi in Sud Africa per Bouchard Finalyson, dove amplia le sue conoscenze enologiche internazionali. Marchesi Mazzei, San Polo a Montalcino e Poggio al Tesoro di Bolgheri di Allegrini sono le aziende Toscane per cui lavora come enologo per quasi dieci anni. Nel 2016 Nicola decide di intraprendere l’attività di libero professionista fino ad arrivare al 2020 a fondare la Nicola Biasi Consulting che vanta consulenze in quasi tutte le regioni d’Italia. Premiato nel 2020 durante la Vinoway Wine Selection 2021 come Miglior Giovane Enologo d’Italia e a giugno 2021 durante l’anteprima del Merano Wine Festival riceve l’ambito premio Cult Oenologist, riservato ai 7 migliori enologi italiani. Il più̀ giovane di sempre a ricevere questo riconoscimento. Nello stesso anno fonda la rete d’imprese Resistenti Nicola Biasi, un progetto che raggruppa al momento otto aziende vitivinicole differenti accomunate da un unico obiettivo: produrre vini di eccellenza praticando la concreta e reale sostenibilità, in vigna e in cantina, salvaguardando in maniera concreta l’ambiente. Il suo Vin de la Neu si ritaglia sempre più spazio tra i grandi vini, la critica la posizione di diritto tra i grandi bianchi italiani.


Hub culturale, ha l’obiettivo di generare consapevolezza e raccontare ai consumatori i vini della selezione Sapiens. L’intento è quello di preparare il fruitore ad un tipo di esperienza più ampia del mero gesto del bere o del valutare un’etichetta: un’esperienza estetica nuova dove il gusto non è più legato alla sola analisi organolettica, ma diventa l’innesco di una relazione più ampia. Attraverso un’attività strutturata di advocacy, si occupa di creare nuove audience e incoraggiare la distribuzione e la conoscenza delle categorie di vino selezionate: PIWI, Ossidativi, Spumanti Tattili e vini del cuore. 


Comunicazione
VINO SAPIENS
e-mail: dianadaneluz410@gmail.com