ENTASIS CAFÉ

CONVERSARE D'ARTE, ARCHITETTURA E TANTE ALTRE STORIE, DAVANTI A UNA BUONA TAZZA DI CAFFÈ

Parigi, per un ricco, è un paese di Cuccagna, senza lasciare la città, vi trova la campagna

Nella seconda metà del Seicento, nel quartiere dell’università – una sorta di cittadella all’interno della città stessa – l’aristocrazia parigina poteva tenersi lontana dal sovraffollamento dagli effetti, per alcuni versi, angoscianti. Un poeta come Nicolas Boileau tratteggiava, proprio in quegli anni, certe sue traversie nella città del popolo, chiassosa quanto insidiosa. Mentre il suo...

Così funzionava il Salon, la più importante esposizione dell’arte francese

Cos’era un Salon? Come era organizzata questa istituzione intorno alla quale in passato si dispiegava tutta l’arte francese? Ovvero gli atelier degli artisti e degli accademici, la critica, l’intero mercato delle arti che oggi chiamiamo figurative. Il Salon era la vetrina ufficiale organizzata direttamente dallo Stato attraverso la Direction des Beaux-Art. L’esposizione, nata nel...

WILLIAM HOGARTH: MARRIAGE À-LA-MODE

CAPOLAVORI DELLA LETTERATURA CONTEMPORANEA

«La vita è una partita che si gioca secondo le regole… Partita un accidente. Una partita. È una partita se stai dalla parte dove ci sono i grossi calibri, tante grazie – e chi lo nega. Ma se stai dall'altra parte, dove di grossi calibri non ce n'è nemmeno mezzo, allora che accidenti di partita è? Niente. Non si gioca».

IL GIOVANE HOLDEN

J. D. Salinger (1951)
«Negli anni in cui scoprivo il testo dell’abate Vallet circolava la persuasione che si dovesse scrivere solo impegnandosi sul presente, e per cambiare il mondo. A dieci e più anni di distanza è ora consolazione dell’uomo di lettere (restituito alla sua altissima dignità) che si possa scrivere per puro amor di scrittura».

IL NOME DELLA ROSA

Umberto Eco (1980)
«Capii che dovevo raccogliere in un unico luogo tutto ciò che riguardava Füsun… Ma come fare? Trovai risposta a questa domanda solo quando cominciai a viaggiare in giro per il mondo e a visitare i piccoli musei, le collezioni private, le raccolte più eccentriche e particolari di cui fossi a conoscenza».

IL MUSEO DELL’INNOCENZA

Orhan Pamuk (2008)

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