
A prima vista, Perfect Days potrebbe sembrare un film sul benessere, sulla lentezza, persino su una forma di felicità minimalista. In realtà, il lavoro di Wim Wenders è più rigoroso e meno consolatorio di quanto la sua fortuna recente lasci intendere. È un film che parla di disciplina, di ripetizione, di scelta consapevole di un perimetro ristretto. E lo fa senza trasformare questa scelta in un modello da imitare.
A cura di Elena Conti
Caporedattrice – Experiences – Sezione Entasis Caffè
Il protagonista di Perfect Days, Hirayama, lavora come addetto alla pulizia dei bagni pubblici di Tokyo. Le sue giornate seguono una struttura quasi invariabile: sveglia, lavoro, pranzo semplice, musica ascoltata in auto, lettura serale. Non c’è conflitto narrativo nel senso tradizionale. Non c’è una traiettoria di crescita, né un problema da risolvere. È una scelta precisa, che sposta l’attenzione dallo sviluppo della trama alla qualità dell’osservazione.
Wenders costruisce il film come una sequenza di gesti, non come una storia da interpretare. La ripetizione non è un effetto collaterale, ma il centro del discorso. Hirayama non è un uomo che ha rinunciato al mondo, né un personaggio “illuminato”. È qualcuno che ha deciso di ridurre il proprio raggio d’azione e di restarci dentro con coerenza. Il film non suggerisce che questa sia una soluzione universale, né che sia priva di ambiguità.
Il lavoro è il vero tema del film.
Non il lavoro come fatica o come alienazione, ma come pratica quotidiana. Pulire, sistemare, controllare. Fare bene una cosa limitata. In questo senso, Perfect Days è un film sorprendentemente concreto. Non idealizza il mestiere del protagonista, non lo carica di valore simbolico. Mostra semplicemente che un lavoro ripetitivo può essere svolto con attenzione, senza che questo diventi una forma di riscatto morale.
La Tokyo di Wenders è funzionale a questo sguardo. Non è una città esotica, né spettacolare. È un ambiente ordinato, fatto di spazi pubblici progettati con cura. I celebri bagni pubblici disegnati da architetti internazionali — progetto reale, promosso dalla Nippon Foundation — diventano parte integrante del film non come attrazione, ma come contesto. L’architettura è lì per essere usata, non contemplata.
La regia è volutamente neutra.
Wenders evita ogni enfasi emotiva. La macchina da presa osserva, accompagna, non commenta. Anche i momenti che potrebbero diventare rivelatori — gli incontri casuali, le visite inattese, i frammenti di passato che emergono — restano sospesi. Non spiegano il personaggio, non lo “giustificano”. Servono piuttosto a ricordare che ogni scelta comporta una rinuncia, e che nessuna vita è completamente risolta.
La musica, elemento molto discusso del film, non ha una funzione decorativa. I brani ascoltati da Hirayama — rock e folk occidentale degli anni Sessanta e Settanta — non costruiscono nostalgia, ma segnano un tempo personale. Sono ascolti privati, non condivisi. Rafforzano l’idea di una vita che si svolge in gran parte fuori dal rumore contemporaneo, ma senza atteggiamenti di rifiuto o polemica.
Perfect Days non è un film che invita a rallentare. Invita piuttosto a osservare cosa accade quando si accetta la ripetizione come struttura e non come limite. Non propone una via d’uscita, non suggerisce un ritorno a forme di vita più autentiche. Si limita a mostrare una possibilità, con tutte le sue implicazioni.
Il successo del film, soprattutto in Occidente, dice probabilmente più del pubblico che del film stesso. In un tempo frammentato, l’idea di una giornata ordinata, prevedibile, appare rassicurante. Ma Wenders è troppo lucido per cadere nella celebrazione. Il suo film resta asciutto, persino distante. Non promette serenità. Mostra un equilibrio fragile, mantenuto giorno dopo giorno, senza garanzie.
Dati essenziali
Titolo: Perfect Days
Regia: Wim Wenders
Anno: 2023
Paese: Giappone / Germania
Durata: 123 minuti
Interpreti principali: Kōji Yakusho
Link di riferimento:
https://it.wikipedia.org/wiki/Perfect_Days
A chiarimento delle problematiche relative al copyright delle immagini.
Le immagini eventualmente riprodotte in pagina sono coperte da copyright (diritto d’autore). Tali immagini non possono essere acquisite in alcun modo, come ad esempio download o screenshot. Qualunque indebito utilizzo è perseguibile ai sensi di Legge, per iniziativa di ogni avente diritto, e pertanto Experiences S.r.l. è sollevata da qualsiasi tipo di responsabilità.


Devi effettuare l'accesso per postare un commento.