
L’ultimo capitolo di Game of Gods conclude una delle serie romantasy più seguite dalla comunità di BookTok. Tra richiami alla mitologia greca, dark romance e percorsi di rinascita, Catarsi tira le fila delle vicende della famiglia Lively, affidando ai suoi protagonisti l’ultima prova: imparare a convivere con il proprio passato.
La conclusione della saga firmata Hazel Riley non punta sull’effetto sorpresa, ma sulla maturazione dei personaggi. Un romanzo che intreccia emozione, simbolismo e relazioni, trasformando il mito classico in una storia contemporanea di crescita e riconciliazione.
A cura di Elena Conti
Caporedattrice – Experiences – Sezione Entasis Caffè
Con Game of Olympus. Catarsi, pubblicato da Sperling & Kupfer nel giugno 2026, Hazel Riley porta a compimento il lungo percorso narrativo della serie Game of Gods, una delle saghe italiane di romantasy e dark romance che più hanno saputo conquistare il pubblico giovane attraverso BookTok. Il volume conclusivo – oltre cinquecento pagine – non rappresenta soltanto l’epilogo delle vicende della famiglia Lively, ma anche il momento in cui ogni personaggio è chiamato a confrontarsi definitivamente con il proprio passato.
L’universo costruito dall’autrice fonde elementi del romance contemporaneo con una rilettura della mitologia greca. Gli dèi olimpici diventano identità simboliche attraverso cui raccontare fragilità, passioni e conflitti interiori, in un’ambientazione che alterna il campus della Yale University alle spiagge della California. Il riferimento al mito non è mai decorativo: serve piuttosto a dare profondità psicologica ai protagonisti e a trasformare archetipi antichi in figure capaci di parlare ai lettori di oggi.
Il titolo, Catarsi, richiama direttamente il concetto elaborato nella poetica di Aristotele: quel processo di purificazione emotiva che il teatro tragico produce nello spettatore attraverso pietà e paura. Hazel Riley ne offre una rilettura moderna. Dopo aver scoperchiato il loro personale “vaso di Pandora” e affrontato segreti familiari rimasti nascosti per anni, i protagonisti comprendono che la felicità non coincide con un traguardo definitivo, ma con una continua capacità di affrontare ciò che resta irrisolto.
Ogni figura centrale trova così il proprio spazio conclusivo. Hades e Haven sono pronti a suggellare il loro legame con una promessa d’amore destinata a durare. Apollo tenta invece di liberarsi definitivamente dal dolore che lo ha accompagnato per gran parte della sua esistenza, mentre Poseidon affronta un distacco che avrebbe voluto rimandare per sempre. Athena continua il difficile equilibrio tra razionalità e sentimento, affiancata da Dionysus, impegnato a risalire dal proprio abisso personale grazie allo sguardo di chi sceglie di non giudicarlo. Anche Hera, Ares ed Hermes devono infine fare i conti con il peso dell’eredità paterna, trasformando ferite e cicatrici in strumenti di crescita.
L’aspetto più interessante del romanzo risiede proprio nel messaggio che attraversa tutte queste storie. La guarigione non passa attraverso la cancellazione del dolore, ma attraverso la sua accettazione. Le cicatrici non vengono nascoste: diventano la prova concreta della strada percorsa. È una prospettiva che si allontana dalle conclusioni consolatorie per proporre una maturità emotiva più credibile, nella quale anche le ombre degli antagonisti, Crono e Crio, finiscono progressivamente per perdere il loro potere sui protagonisti, lasciando spazio a una serenità conquistata e non semplicemente ricevuta.
La serie si conclude così dopo un percorso articolato in sei romanzi: Game of Gods. Discesa agli inferi, Game of Titans. Ascesa al paradiso, Game of Chaos. Redenzione, Game of Desire. Devozione, Game of Lust. Tentazione e infine Game of Olympus. Catarsi. Un progetto narrativo costruito come una progressiva esplorazione delle relazioni umane attraverso figure ispirate al pantheon ellenico, capace di fondere dinamiche sentimentali, tensione psicologica e suggestioni classiche in una formula che ha trovato una vasta comunità di lettori sui social dedicati ai libri.
Per chi ha seguito fin dall’inizio le vicende dei Lively, Catarsi rappresenta la chiusura naturale di tutti i fili narrativi rimasti aperti. Per chi si avvicina oggi alla saga, è invece il segnale di un fenomeno editoriale che testimonia quanto la mitologia classica continui a offrire materia narrativa inesauribile, soprattutto quando viene reinterpretata con sensibilità contemporanea e con un’attenzione costante alle trasformazioni emotive dei suoi protagonisti.
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