Social in bilico e l’AI prepara la prossima rivoluzione

Il mercato dei social media in Italia entra in una fase inedita di stanchezza. Per la prima volta si registra un lieve calo complessivo degli utenti attivi, mentre alcune piattaforme storiche perdono terreno in modo significativo. Parallelamente, emergono nuovi poli di attrazione come Reddit e Threads. Sullo sfondo, l’intelligenza artificiale si prepara a ridisegnare dinamiche e contenuti dell’intero ecosistema digitale.


Un mercato saturo che inizia a contrarsi

Dopo oltre un decennio di espansione costante, il panorama social italiano mostra chiari segnali di saturazione. La rilevazione Audicom-Audiweb, analizzata dall’esperto Vincenzo Cosenza, fotografa un’Italia che non abbandona i social, ma li usa in modo diverso, con una contrazione complessiva dello 0,16% nel numero degli utenti attivi tra il 2024 e il 2025. Un calo minimo, certo, ma simbolico: l’onda lunga dei social come piattaforma dominante della vita digitale sembrerebbe aver raggiunto il suo limite.

Il dato più eclatante riguarda X (ex Twitter), che continua la sua fase discendente con un tracollo del 27,6% di utenti e un crollo del tempo di permanenza pari al 30%. Una perdita secca di 4,4 milioni di persone che segna il distacco più netto nella storia recente della piattaforma in Italia.

Anche Instagram e Facebook, pur rimanendo centrali nel panorama social, mostrano segni di affaticamento: rispettivamente –1,9% e –1 milione di utenti. Per due piattaforme che hanno dominato per oltre dieci anni, questi segnali assumono un valore strutturale.

Chi cresce davvero: Reddit e Threads guidano la riscossa degli outsider

Se il 2025 segna la stanchezza delle piattaforme storiche, è anche l’anno della consacrazione di due realtà rimaste ai margini nell’ecosistema italiano:

  • Reddit: +81%
  • Threads: +31,6%

Reddit, che nei Paesi anglosassoni è da anni uno dei centri nevralgici del dibattito online, sta trovando anche in Italia una nuova vitalità, forse favorita dal desiderio di spazi meno filtrati e più comunitari rispetto ai social tradizionali. Threads, lanciato da Meta come rivale diretto di X, beneficia dell’integrazione con Instagram e di un ambiente percepito come più “sicuro” e meno conflittuale.

YouTube resta ingiocabile, TikTok si conferma piattaforma del tempo speso

Al vertice delle piattaforme più utilizzate in Italia rimane YouTube, con 37,1 milioni di utenti, un’audience stabile che continua a testimoniare la centralità del formato video lungo e dell’infinita archivio digitale della piattaforma.

Segue Facebook, ancora sorprendentemente resistente: 35,8 milioni di utenti che trascorrono in media 13 ore e 29 minuti al mese all’interno della piattaforma. Un tempo che nessun altro social riesce a eguagliare.

Instagram resta terzo, con 32,9 milioni di utenti, mentre TikTok si conferma una forza culturale prima ancora che tecnologica: pur rimanendo stabile nei numeri, registra un aumento del 27% nel tempo speso, indice della sua capacità di fidelizzare e plasmare linguaggi, mode e consumi.

Chi arretra: Twitch, Snapchat e Tumblr in picchiata

Nel quadro generale di incertezza, alcune piattaforme mostrano un declino marcato:

  • Twitch: –35%
  • Snapchat: –4,4%
  • Tumblr: –40%

Il calo di Twitch è particolarmente significativo: dopo il boom pandemico, la piattaforma di livestreaming sembra non riuscire a mantenere la stessa capacità di attrazione, anche a causa della crescente concorrenza di YouTube, TikTok e, più recentemente, Kick.

Il ruolo dell’AI: la variabile che può ridisegnare l’ecosistema

Secondo Cosenza, la fotografia attuale è destinata a cambiare profondamente con la diffusione massiva dell’intelligenza artificiale nella produzione dei contenuti e nell’interazione quotidiana con le piattaforme.

Meta si sta già muovendo in questa direzione, integrando chatbot personalizzabili su Instagram, strumenti creativi basati su AI e sistemi di raccomandazione sempre più raffinati. X, da parte sua, tenta di risalire la china con l’integrazione di Grok, modello AI proprietario della piattaforma.

Le trasformazioni attese includono:

  • Contenuti generati artificialmente su larga scala, dalle immagini ai video ai testi.
  • Chatbot conversazionali integrati nei profili, capaci di rispondere agli utenti e mantenere attiva la community.
  • Algoritmi evoluti di moderazione e raccomandazione, capaci di influenzare non solo ciò che vediamo, ma come interagiamo.
  • Nuove forme di creatività in cui l’utente diventa co-autore di contenuti prodotti in tempo reale dall’AI.

Questa “ai-ficazione” dei social potrebbe dunque generare un nuovo equilibrio: da un lato l’aumento dell’engagement, dall’altro il rischio di un ecosistema digitale sempre meno umano e sempre più automatizzato.

Un ecosistema in transizione

Il rallentamento del mercato social italiano non è solo un fenomeno numerico, ma l’indicatore di un mutamento più profondo: gli utenti sembrano più selettivi, meno disposti a investire tempo nelle piattaforme tradizionali, più attratti da spazi di conversazione e intrattenimento alternativi.

In questo contesto fluido, l’intelligenza artificiale rappresenta la prossima frontiera — e la prossima incognita. Le piattaforme che sapranno governarne il potenziale potrebbero ridisegnare un panorama digitale oggi in bilico fra declino di modelli consolidati e nascita di nuove forme di socialità online.


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