Quattro città in corsa per il titolo

L’Italia si prepara a scegliere la prossima Capitale dell’Arte Contemporanea. La giuria incaricata ha individuato i quattro finalisti che il 16 ottobre 2025 presenteranno i loro progetti a Roma, presso il Ministero della Cultura. In palio c’è un riconoscimento che non è solo simbolico, ma che promette visibilità internazionale e nuove prospettive di sviluppo per i territori coinvolti.

Dopo una selezione attenta, le città rimaste in gara per l’edizione 2027 sono: Alba, Foligno in aggregazione con Spoleto, Pietrasanta e Termoli. Quattro realtà molto diverse tra loro, accomunate dall’ambizione di legare il presente al futuro attraverso l’arte contemporanea.

I dossier in concorso

Ogni Comune ha presentato un progetto che punta a valorizzare il tessuto culturale e sociale locale attraverso linguaggi e strumenti innovativi.

  • Alba propone Le fabbriche del vento, un percorso che intende unire la tradizione industriale e produttiva del territorio con l’energia creativa delle arti visive e performative.
  • Foligno e Spoleto, insieme nel dossier Foligno-Spoleto in Contemporanea, scommettono sulla forza di un territorio che ha già una lunga esperienza nella sperimentazione artistica, con festival, biennali e spazi espositivi diffusi.
  • Pietrasanta, città simbolo della scultura, presenta Essere arte. O dell’umanità dell’arte, un progetto che mette al centro la capacità della pratica artistica di connettere persone, linguaggi e memorie.
  • Termoli punta invece su Traiettorie contemporanee, un dossier che rilancia la sua tradizione di avanguardia e il celebre Premio Termoli, con un programma di respiro internazionale.

Il percorso di selezione

Le audizioni pubbliche del 16 ottobre 2025 rappresenteranno il momento decisivo di questa fase. Ogni città avrà a disposizione 60 minuti: la prima mezz’ora per presentare il proprio dossier, la seconda per rispondere alle domande e agli approfondimenti della giuria.

Sarà un passaggio cruciale, perché la scelta della Capitale italiana dell’Arte Contemporanea non si limita a un riconoscimento formale: implica la possibilità di attrarre investimenti, rafforzare reti culturali e sviluppare nuove occasioni di turismo e formazione.

Un titolo giovane ma già strategico

Istituita dal Ministero della Cultura nel 2021, la designazione della Capitale italiana dell’Arte Contemporanea è un’iniziativa relativamente recente, pensata come contraltare alla più nota Capitale italiana della Cultura. Se quest’ultima premia il patrimonio e la capacità di racconto identitario, il titolo legato all’arte contemporanea intende stimolare invece la sperimentazione, la produzione e l’apertura internazionale.

Nelle edizioni precedenti, hanno conquistato il titolo città di dimensioni e tradizioni diverse, contribuendo a creare una mappa diffusa dell’arte contemporanea italiana. Ogni assegnazione ha lasciato in eredità infrastrutture, programmi e reti di collaborazione, diventando un’occasione per rigenerare spazi urbani e rafforzare il legame tra comunità e creatività.

L’attesa verso il 2027

Ora l’attenzione è tutta puntata sulle audizioni romane. La scelta finale decreterà quale città guiderà la programmazione nazionale dell’arte contemporanea nel 2027, con la possibilità di attrarre curatori, artisti e visitatori da tutto il mondo.

Per Alba, Foligno-Spoleto, Pietrasanta e Termoli la partita è ancora aperta. Quel che è certo è che il titolo rappresenterà molto più di una vetrina: sarà un laboratorio di politiche culturali e un banco di prova per il futuro dell’arte contemporanea in Italia.


Il titolo di Capitale italiana dell’Arte Contemporanea è stato istituito dal Ministero della Cultura nel 2021, con l’obiettivo di sostenere la produzione artistica, promuovere nuovi linguaggi e creare reti tra istituzioni, artisti e territori.

  • Bergamo (2023) – Prima città a inaugurare l’esperimento, con un programma che ha trasformato spazi urbani ed ex aree industriali in luoghi di esposizione e partecipazione collettiva.
  • L’Aquila (2024) – La designazione ha avuto un forte valore simbolico: a quindici anni dal terremoto, la città ha investito su arte e innovazione come strumenti di rinascita, con mostre, installazioni e residenze d’artista diffuse.
  • Vicenza (2025) – Capitale in carica, ha scelto il tema della “ricostruzione del contemporaneo”, puntando sul dialogo tra architettura palladiana e sperimentazione artistica, con una programmazione che prosegue per tutto l’anno.
  • Cosenza (2026, già designata) – Ha ottenuto il titolo per il prossimo anno con un progetto che intreccia la sua storica vocazione all’arte pubblica, dal centro storico al MAB (Museo all’Aperto Bilotti), con nuove produzioni site-specific e iniziative educative.

Ogni edizione ha lasciato un’eredità tangibile: spazi recuperati, festival rinnovati, residenze artistiche consolidate. Più che un riconoscimento simbolico, il titolo si è dimostrato una leva strategica per la crescita culturale e per il rilancio dell’immagine internazionale delle città vincitrici.


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