Con Brancusi e Zucconi, alla ricerca di una soluzione alla Teoria Universale

Con Brancusi e Zucconi, alla ricerca di una soluzione alla Teoria Universale

Alan Zucconi è un talento tecnologico italiano che è stato premiato, ad esempio, con la “Terza Gara Nazionale dell’Istruzione Tecnica Informatica” (dall’organizzazione ITSIA Aldo Gastaldi e Giovanni Giorgi – Genova), Premio Web Italia – “Talenti Under 24” (da AssoWebItalia – Pescara) ecc. Utilizzeremo la sua animazione per spiegare l’intuizione di Brancusi.
Constantin Brancusi è stato uno scultore conosciuto in Italia, ad esempio, per la sua recente mostra “Scolpire il Volo” al Colosseo – Roma (https://colosseo.it/it/event/brancusi-scolpire-il-volo/). Anche Brancusi e gli italiani Leonardo da Vinci, Giacometti, Modigliani, Rossini e Vivaldi sono stati inclusi da Servant-Ermes nell’opera “Portaits Quantiques”
(aquitaineonline.com/actualites-en-aquitaine/bordeaux-metropole/5658-bordeaux-exposition-portraits-quantistes-par-servant-ermes.html)

Servant-Ermes è un artista francese interessato all’innovazione e alla ricerca. Nel 2003 ha inventato “il quantumismo”, una nuova corrente artistica contemporanea che definisce il mondo quantistico. L’autore proietta sulla tela la sua teoria sulla creazione delle particelle e sul loro ruolo negli esseri umani, un connubio tra arte e scienza al servizio della ricerca. Cito il “quantique” perché Experiences.it ha già pubblicato l’articolo “Brâncuși ha nascosto equazioni nel suo Complesso Monumentale” https://www.experiences.it/archives/83516 Il filo conduttore di questo saggio è l’esplorazione della possibilità che la Colonna dell’Infinito di Brancusi offra un raggio di speranza riguardo all’inespugnabile Teoria Unificata della Fisica (“Teoria del Tutto”).

Poiché la maggior parte dei fisici del mondo evita istintivamente di parlare del campo minato in cui si trovano, ricordo brevemente che il grande problema della scienza moderna è la contraddizione assolutamente palese tra le leggi della meccanica quantistica e le leggi della gravità relativistica, ovvero tra le più grandi teorie moderne. Questa contraddizione è, in pratica, la più grande aberrazione che la ricerca puramente razionalista abbia prodotto e che non può superare. E il fatto che non possa essere superata con i metodi razionali standard è stato confermato dal matematico e logico Kurt Gödel attraverso il suo sorprendente “Teorema di Incompletezza”.

Un nuovo e molto più fruttuoso fronte di lavoro al servizio della conoscenza è stato aperto, nel secolo scorso, dallo psicologo Carl Jung, scoprendo le funzioni, diciamo intuitive, ma in realtà più di questo, dell’inconscio individuale o collettivo. E poiché il subconscio è strettamente legato alla cultura, diventa più chiaro che solo una mano tesa dalla cultura alla scienza potrebbe dare un impulso salutare a quest’ultima (come proponeva anche Servant-Ermes).

Come possono minuscoli gravitoni spiegare gli enormi campi gravitazionali?

Una domanda simile è: come possono minuscoli elettroni spiegare i campi elettromagnetici che si manifestano ben oltre le vicinanze degli elettroni? Ma concentriamoci sui gravitoni e pensiamo alla gravità di un pianeta. Qualsiasi oggetto cosmico, come qualsiasi altro oggetto, ha un campo gravitazionale composto dalla somma dei campi gravitazionali dei suoi atomi costituenti.

Una domanda chiave diventa: come può il gravitone di un atomo nel nucleo terrestre contribuire a un campo gravitazionale che si estende fino a 100 km di distanza dalla crosta terrestre, ovvero dove inizia la zona nello spazio chiamata linea di Kármán? In altre parole, la domanda è: quanto è grande il campo generato da un gravitone? Se poniamo il problema in questo modo, diventa più facile per noi vedere che il gravitone ha, in un certo senso, una dimensione extra la cui proiezione o dispiegamento nello spazio tridimensionale che percepiamo abitualmente è molto più grande delle dimensioni che tradizionalmente attribuiamo a una cosiddetta microparticella.

E dal momento in cui percepiamo il gravitone pulsare continuamente da una dimensione infinitesimale a una dimensione enorme, diventa comprensibile che la gravità di un pianeta, formata dalla compenetrazione di tutti i gravitoni componenti, acquisisca anche la loro macro-dimensione. In altre parole, in termini strettamente dimensionali, il campo gravitazionale di un pianeta o di una stella è paragonabile in estensione al campo di un gravitone, ovviamente, essendo quest’ultimo molto, molto più debole (e proprio per questo motivo praticamente impossibile da osservare).

La “legge inflazionistica” della Colonna Infinita

In questo modo, diventa più facile accettare una dimensione extra teorica, in qualche modo immersa circolarmente nel continuum spazio-temporale introdotto da Einstein. Tale dimensione extra si riflette nel flusso delle “perle” che compongono la Colonna Infinita di Brancusi. Sottolineo che i moduli della Colonna furono chiamati “perle” dallo stesso Brancusi, aiutandoci così a realizzare il passaggio dai romboidi alle “perle” attraverso una ‘quadratura del cerchio’ risolta simbolicamente, a livello artistico.

Per aiutarci a percepire questa dimensione nascosta, aggiungerò un’immagine “inflazionaria” della Colonna Infinita a un’immagine tratta dal film “La Quarta Dimensione è Reale” (The Forth Dimension is real), di Alan Zucconi e disponibile online. L’immagine nel film mostra una sezione trasversale di una “ipersfera” che ruota in un “iperpiano”. È importante notare che nel consueto piano tridimensionale l’ipersfera appare come una sfera tridimensionale che cresce e si restringe ritmicamente. Un simile comportamento crescente-contrazione di ogni particella fondamentale spiegherebbe intuitivamente la magia dell’esperimento interfrangia attraverso il quale il fisico Louis Broglie dimostrò, nel 1924, che ogni frammento di materia si comporta, paradossalmente, sia come onda che come particella.

Questo perché una particella che pulsa praticamente in ogni istante, a causa della dimensione superiore che acquisisce, praticamente si rompe all’incontro delle due fenditure, scivola attraverso entrambe le fenditure, dopodiché le due parti interagiscono come onde e creano così le frange di interferenza.

Inoltre, un fotone che si muove secondo la “legge inflazionistica” della Colonna Infinita può portare a una spiegazione logica dell’invarianza della luce, non intuitiva, ovvero l’assioma alla base della Teoria della Relatività Ristretta di Einstein. La spiegazione si baserebbe sul fatto che un fascio di luce è praticamente composto da diversi fotoni, che pulsano a frequenze diverse, e i fotoni che possiamo osservare in un dato istante sono solo quelli che in quell’istante si trovano alla minima dimensione e alla massima energia. Ma non mi dilungherò nella spiegazione perché, in realtà, ciò che più ci interessa è la conseguenza culturale-spirituale di questa quarta dimensione circolare-pulsante.

Se lo spirito, il nostro campo energetico-informazionale o la nostra coscienza, come volete chiamarlo, rispecchia le proprietà della materia – come è prevedibile – allora ogni “atomo” di coscienza pulsa continuamente, quasi istantaneamente, da una dimensione estremamente piccola a una enorme. In questo modo, se il nostro spirito o campo di coscienza pulsa a grandi dimensioni, allora la comunicazione tra individui, a livello subliminale, diventa possibile attraverso l’interferenza di questi campi.

E una conseguenza immediata è che concetti attualmente pseudoscientifici o rimasti allo stadio empirico verrebbero corroborati, come l’inconscio collettivo – presente nel Dr. Carl Jung e in Aldous Huxley, il campo “morfogenetico” di Rupert Sheldrake, la telepatia, la cosiddetta psicoterapia delle “costellazioni familiari” di dr. Bert Hellinger, la dichiarazione di Nikola Tesla “Il mio cervello è solo un ricevitore, nell’Universo c’è un nucleo da cui otteniamo conoscenza, forza e ispirazione. Non ho penetrato i segreti di questo nucleo, ma so che esiste” e la fede dell’induista Sri Ramana Maharshi nella “coscienza cosmica”.


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