Regine, dimenticate, ribelli e altre protagoniste

Tre giorni di incontri, dibattiti e spettacoli restituiscono voce a figure femminili che hanno segnato la storia di Napoli e, spesso, del mondo. Dalle sovrane borboniche alle scienziate, dalle rivoluzionarie alle attiviste contemporanee, la città rende omaggio al coraggio e all’eredità delle donne che hanno sfidato i limiti del loro tempo.


A Napoli debutta la prima edizione della rassegna “Le Regine, le Dimenticate, le Ribelli e le Altre”, un festival di memoria e riflessione dedicato alle protagoniste femminili di ieri e di oggi. L’iniziativa, in programma fino al 17 settembre, si inserisce nel calendario di Napoli 2500, promosso dal Comune per celebrare i 2500 anni dalla fondazione della città.

Gli appuntamenti si tengono tra il Teatro Teder, la Chiesa di Porto Salvo e l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, e danno spazio a donne che hanno inciso profondamente nella storia partenopea e internazionale: artiste, scienziate, magistrate, religiose, sportive e attiviste.

Lina Mangiacapre e Maria Teresa De Filippis: aprire la strada

L’apertura è dedicata a Lina Mangiacapre (1946-2002), artista e regista femminista che negli anni Settanta fondò il collettivo delle Nemesiache, in cui arte e politica si intrecciavano in chiave radicale. La rassegna propone il documentario Lina Mangiacapre, artista del femminismo di Nadia Pizzuti, con documenti d’archivio.

Segue il ricordo di Maria Teresa De Filippis (1926-2016), prima donna a correre in Formula 1, che negli anni Cinquanta sfidò convenzioni e pregiudizi in uno sport fino ad allora riservato agli uomini.

Le costituenti e la giustizia al femminile

Alla Chiesa di Porto Salvo vengono ricordate Vittoria Titomanlio e Maria De Unterrichter Jervolino, tra le 21 donne elette all’Assemblea Costituente del 1946. Il giorno successivo, al Teatro Teder, spazio a Letizia De Martino (1921-2015), prima donna magistrato a Napoli, che dal 1963 aprì la strada alle giuriste italiane.

Maria Bakunin e le rivoluzionarie del Settecento

Il 16 settembre la scena è per Maria Bakunin (1873-1960), scienziata e docente di chimica all’Università Federico II, figlia del filosofo anarchico Michail Bakunin. In serata, l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici ospita La Regina, la Ribelle, un confronto tra Maria Carolina d’Asburgo-Lorena, regina riformatrice, e Eleonora Pimentel Fonseca, poetessa e rivoluzionaria del 1799.

Le “altre”: le voci silenziate

La chiusura del 17 settembre, al Teatro Teder, è affidata alle “altre”: donne meno note che hanno lottato per i diritti civili. Tra loro, l’attivista Pegah Moshir Pour e la cantautrice Flo, in dialogo con la direttrice artistica Laura Valente. Un ultimo omaggio è rivolto a Santa Giovanna Antida Thouret (1765-1826), religiosa francese che introdusse a Napoli un innovativo modello educativo femminile nell’Ottocento.


Le protagoniste

  • Pegah Moshir Pour (nata nel 1991)
    Attivista italo-iraniana per i diritti umani, impegnata nella difesa delle libertà civili e dei diritti delle donne.
  • Flo (Floriana Cangiano, nata nel 1981)
    Cantautrice napoletana, nota per la sua musica che fonde tradizione mediterranea, impegno sociale e contaminazioni contemporanee.
  • Lina Mangiacapre (1946-2002)
    Artista e regista femminista, fondatrice delle Nemesiache, collettivo che unì arte, cinema e politica in chiave rivoluzionaria negli anni Settanta.
  • Maria Teresa De Filippis (1926-2016)
    Prima donna pilota di Formula 1, partecipò a cinque Gran Premi tra il 1958 e il 1959, aprendo la strada alle donne nel mondo delle corse automobilistiche.
  • Letizia De Martino (1921-2015)
    Prima donna magistrato a Napoli, entrata in servizio nel 1963, quando finalmente le donne poterono accedere alla magistratura.
  • Maria De Unterrichter Jervolino (1902-1976)
    Pedagogista e politica, eletta costituente nel 1946, contribuì ai lavori per la redazione della Costituzione italiana.
  • Vittoria Titomanlio (1899-1988)
    Maestra ed esponente della Democrazia Cristiana, fu una delle 21 donne elette all’Assemblea Costituente del 1946.
  • Maria Bakunin (1873-1960)
    Scienziata e docente di chimica all’Università Federico II, figlia del filosofo anarchico Michail Bakunin, fu una delle prime donne accademiche in Italia.
  • Santa Giovanna Antida Thouret (1765-1826)
    Fondatrice delle Suore della Carità, portò a Napoli un modello educativo innovativo, dedicato soprattutto alle bambine e alle fasce più deboli.
  • Maria Carolina d’Asburgo-Lorena (1752-1814)
    Regina di Napoli e Sicilia, moglie di Ferdinando IV, promosse riforme amministrative e culturali, pur restando una figura controversa.
  • Eleonora Pimentel Fonseca (1752-1799)
    Poetessa, giornalista e rivoluzionaria, direttrice del Monitore Napoletano, fu tra le protagoniste della Repubblica Napoletana del 1799 e venne giustiziata dopo la sua caduta.

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